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Guida · GEO e intelligenza artificiale

Come comparire su Perplexity

I due bot ufficiali, la verifica con curl, e perché le liste di indirizzi pubblicate sono vecchie.
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Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo

In breve

Perplexity ha un suo crawler e un suo indice, e sotto ogni risposta mostra i link delle fonti. Per essere raggiungibile servono due decisioni: lasciar passare `PerplexityBot` e `Perplexity-User` nel robots.txt, e non farli fermare dal firewall o dalla CDN.

  • il file robots.txt del sito
  • curl (già presente su macOS e Linux)
  • i log del server o il pannello dell'hosting
  • Cloudflare AI Crawl Control
  • Perplexity
  • Livello base

Perplexity è il motore dove una citazione si vede: sotto la risposta compare l'elenco dei link usati, con il nome del sito in chiaro. Per questo è il posto da cui conviene partire per capire se il tuo materiale è raggiungibile, prima di occuparsi dei motori che non mostrano nulla.

I due bot: uno costruisce l'indice, l'altro apre la pagina quando glielo chiedono

La documentazione sui crawler di Perplexity elenca due agenti con compiti distinti. PerplexityBot ha il compito di far emergere e collegare i siti dentro i risultati di Perplexity. Perplexity-User apre una pagina nel momento in cui una persona fa una domanda, per poterla citare nella risposta.

Chi arrivaCosa cercare nei logA cosa serveIl robots.txt lo ferma?
PerplexityBotPerplexityBot/1.0Costruisce l'indice che Perplexity interroga per rispondereSì: la documentazione consiglia di permetterlo se vuoi comparire
Perplexity-UserPerplexity-User/1.0Apre una pagina perché un utente ha fatto quella domandaNo: di norma le regole del robots.txt vengono ignorate

La differenza pesa. Un Disallow per PerplexityBot ti fa uscire dall'indice, e con il tempo sparisci dagli elenchi di fonti. Lo stesso Disallow per Perplexity-User non chiude niente: quella richiesta, essendo partita da una persona, passa comunque.

Perplexity difende la scelta in un post del 4 agosto 2025: un agente che agisce per conto di chi ha fatto la domanda non è un crawler che raccoglie pagine, e l'analogia che porta sono i fetcher avviati dagli utenti di Google. Puoi non essere d'accordo; intanto funziona così.

La sintassi del robots.txt e il ragionamento su chi lasciar passare sono gli stessi che valgono per i bot di OpenAI: li trovi in consentire o bloccare GPTBot.

Non è Google con un'altra faccia

PerplexityBot esiste perché l'indice è suo: la documentazione lo descrive come l'agente che fa comparire i siti nei risultati di Perplexity, e aggiunge che non raccoglie contenuti per addestrare modelli. Conseguenza pratica: andare bene nella Ricerca di Google non dice niente su quello che Perplexity riesce a leggere di te.

La prima verifica, in tre mosse

Si fa in dieci minuti, da sola, senza strumenti a pagamento. L'obiettivo non è «comparire»: è sapere se la porta è aperta. Se è chiusa, tutto il resto è tempo buttato.

  1. Il robots.txt: apri tuosito.it/robots.txt e cerca i due nomi. Se non ci sono, nessuno li sta bloccando da lì.
  2. Il firewall: curl -A "PerplexityBot/1.0" -I https://tuosito.it/ e guarda la prima riga della risposta.
  3. Il confronto: la stessa richiesta senza -A, cioè come un browser qualunque. Se cambia l'esito, il filtro guarda lo user agent.

Chi blocca davvero, quasi sempre, è la tua CDN

Quasi mai è una scelta: è un'impostazione del servizio che sta davanti al sito. Cloudflare ha annunciato il 1 luglio 2025 di spostare l'impostazione predefinita verso il blocco dei crawler AI, salvo accordo con chi pubblica.

Lo strumento si chiama AI Crawl Control, prima si chiamava AI Audit, ed è disponibile su tutti i piani, gratuito compreso. Ti mostra quali servizi AI hanno chiesto le tue pagine e quanto rispettano il robots.txt.

Il percorso per cambiare una riga, dalla documentazione Cloudflare: AI Crawl Control, scheda Security, tabella Crawlers, colonna Actions. Le azioni sono tre: Allow, Block e Charge, quest'ultima in beta chiusa. Per un crawler ammesso puoi comunque tenere attivo Enforce robots.txt.

Le liste di indirizzi pubblicate invecchiano

La documentazione invita a riconoscere i bot anche dagli indirizzi IP, pubblicati in due file. Quello di PerplexityBot porta come data di creazione il 7 febbraio 2025; quello di Perplexity-User il 17 ottobre 2025. Controllato il 21 ottobre 2026: nessuno dei due risulta aggiornato dopo quelle date.

Se la tua regola di sicurezza ammette solo quegli indirizzi, un bot legittimo che arriva da un indirizzo nuovo lo blocchi senza accorgertene. La stessa documentazione consiglia di rileggere i file in automatico ogni tanto, e avverte che una modifica al robots.txt può metterci fino a 24 ore a essere recepita dai suoi sistemi.

Dettaglio che fa perdere mezz'ora: gli indirizzi dei file sono scritti sul dominio .com, che risponde con un reindirizzamento verso .ai. Se il tuo script di aggiornamento non segue i reindirizzamenti, scarica una pagina vuota e non te lo dice.

Una lite che ti riguarda: Cloudflare contro Perplexity

Il 4 agosto 2025 Cloudflare ha scritto di aver osservato un crawler non dichiarato, con una stringa da browser normale e indirizzi fuori dalle liste pubblicate, capace di raggiungere pagine protette su domini creati per il test. Dice di aver tolto Perplexity dai bot verificati e di aver aggiunto regole per riconoscerlo.

Perplexity ha risposto lo stesso giorno che il traffico era di un servizio terzo di browser, usato solo occasionalmente, e che l'attribuzione era sbagliata. Le due versioni non si conciliano. Qui le riportiamo entrambe perché cambia come leggi i tuoi log, non perché una abbia vinto.

La conseguenza per te è concreta: se la tua CDN applica le regole gestite contro i crawler AI, la richiesta viene fermata al bordo e nei log del server non comparirà mai. L'assenza di tracce non è una prova di disinteresse.

Il programma per gli editori, per quello che è

Il 25 agosto 2025 Perplexity ha annunciato Comet Plus: un abbonamento a sé stante da 5 dollari, incluso senza costi aggiuntivi per chi ha Pro o Max. L'incasso va agli editori partecipanti, meno una quota per i costi di calcolo, e i pagamenti sono legati a visite di persone, citazioni e azioni degli agenti.

Due cose che l'annuncio non dice, e che molti aggiungono: il periodo di fatturazione e le tasse. La formula esatta è «a $5 standalone subscription». Quindi «al mese» e «IVA esclusa» qui non li scriviamo: riletto il 23 ottobre 2026.

Si entra scrivendo all'indirizzo email indicato nell'annuncio, ma non è un canale per far indicizzare un sito. I nomi sono arrivati dopo, il 1 ottobre 2025: Condé Nast, Fortune, Le Monde, Le Figaro, Los Angeles Times, Washington Post. Testate, non PMI. Alla domanda «mi iscrivo da qualche parte?» la risposta resta no.

Cosa fare sul sito, in ordine

  1. 1Apri `tuosito.it/robots.txt` nel browser e cerca le parole `PerplexityBot` e `Perplexity-User`. Nessuna regola che li riguardi significa nessun blocco da quel lato.
  2. 2Dal terminale chiedi la home fingendoti il bot: `curl -A "PerplexityBot/1.0" -I https://tuosito.it/`. Devi vedere `200`. Un `403` o un `429` è il tuo firewall, non Perplexity.
  3. 3Ripeti la stessa richiesta senza `-A`. Se passa il browser e non passa il bot, il blocco colpisce chi si dichiara bot: è una regola di sicurezza, non una scelta editoriale.
  4. 4Se hai Cloudflare davanti al sito, apri AI Crawl Control, scheda Security, tabella Crawlers, e nella colonna Actions scegli Allow per le righe di Perplexity.
  5. 5Guarda nei log del server quali user agent arrivano davvero. Se cerchi `Perplexity` e non trovi niente, prima di concludere controlla se qualcuno blocca al bordo.
  6. 6Fai a Perplexity tre domande come le farebbe un cliente e salva in un foglio i domini che compaiono tra le fonti, con la data.
  7. 7Lavora sui domini che ricorrono in quell'elenco: associazione di categoria, testata locale, elenco di settore. Sono pagine di altri, e si ottengono chiedendo, non ottimizzando.
  8. 8Rifai la verifica con `curl` dopo ogni cambio di hosting, di CDN o di plugin di sicurezza. È il momento in cui i blocchi ricompaiono da soli.

Gli errori che si vedono più spesso

  • !Scrivere `Disallow: /` per `Perplexity-User` e credersi al riparo: la documentazione dice che per le richieste avviate da una persona quella regola di norma viene ignorata.
  • !Costruire la regola del firewall solo sugli indirizzi IP pubblicati: il file di PerplexityBot porta la data di creazione del febbraio 2025 e non è stato rinfrescato.
  • !Chiedere al provider di «bloccare i bot AI» senza sapere quale regola si attiva: le regole gestite prendono dentro anche i crawler che poi mettono il link.
  • !Leggere i log del server, non trovare niente e concludere che Perplexity ignora il sito: se il blocco è sulla CDN, la richiesta non arriva mai ai log.
  • !Trattare una citazione come una visita. Sono due cose diverse e la seconda non segue dalla prima.

Quello che non si può sapere

Perplexity non pubblica il criterio con cui preferisce una fonte a un'altra, e la stessa domanda posta due volte può restituire elenchi diversi. Non esiste una classifica da consultare né un pannello che dica quante volte sei stato citato. Chi te lo vende sta vendendo una stima.

Quindi questa verifica serve a escludere i blocchi, non a misurare. Per guardare come cambiano le citazioni nel tempo serve un'abitudine diversa, in come monitorare il brand nelle AI. Sul lato ChatGPT il discorso è in come farsi citare da ChatGPT.

Noi scriviamo gli articoli e li pubblichiamo sul sito del cliente, e diciamo come lo facciamo in trasparenza AI. Il controllo del robots.txt e del firewall resta a chi amministra il sito: è mezz'ora di lavoro, da rifare dopo ogni cambio tecnico.

Fonti

Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.

FAQ · 5 risposte

Domande frequenti

Non trovi la risposta?

Scrivici: ti rispondiamo per email.

Se blocco `PerplexityBot` spariscono anche le citazioni?

Smetti di entrare nell'indice, quindi col tempo sì. Ma Perplexity-User continua ad aprire la pagina quando è una persona a chiederla: per quelle richieste il robots.txt di norma viene ignorato. Bloccare solo il primo non chiude la porta, la socchiude.

Posso iscrivere il sito a Perplexity?

No. Non esiste una procedura di invio né un pannello per editori aperto a tutti. L'unico canale pubblico è l'email del programma Comet Plus, pensato per le testate. Per un sito aziendale la strada è essere raggiungibile e meritare il link.

Perplexity prende i risultati da Google?

La sua documentazione descrive PerplexityBot come il crawler che fa comparire i siti nei risultati di Perplexity: quindi un indice proprio. Non pubblica l'elenco completo delle fonti che alimentano quell'indice, perciò è onesto dire che il quadro non è noto del tutto.

Quanto tempo passa prima che un cambio si veda?

La documentazione parla di un massimo di 24 ore perché una modifica al robots.txt venga recepita, e avverte che le modifiche alle regole del firewall hanno bisogno di tempo per propagarsi. Rifai il controllo con curl il giorno dopo, non dopo dieci minuti.

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