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Guida · Strategia

Come far crescere un blog aziendale: 15 consigli pratici

Quindici interventi per un blog che esiste già, dai dati di Search Console ai link tra articoli.
  • Livello intermedio
  • 7 passaggi
  • Gratis

Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo

In breve

Un blog che esiste già si fa crescere prima di tutto lavorando su ciò che ha: titoli che Google mostra ma nessuno clicca, articoli da aggiornare o unire, link interni mancanti, pagine non indicizzate. Qui trovi 15 interventi e un piano per la prima settimana.

  • Google Search Console
  • foglio di calcolo
  • Livello intermedio

Questi consigli sono per un blog da qualche decina di articoli in su. Prima di scriverne di nuovi conviene far lavorare quelli che ci sono: Google li conosce già, e a volte il problema è solo un titolo che non dice cosa c’è nella pagina. Per gli articoli nuovi c’è la guida su come trovare argomenti per il blog.

Parti dai numeri che hai già

1. Fai l’inventario degli articoli con i loro numeri

In Search Console apri Rendimento → Risultati di ricerca, scheda Pagine, con il filtro URL contenenti /blog/: se gli articoli non stanno sotto /blog/, filtra con il percorso del tuo sito. Nel selettore delle date scegli Confronta: ultimi tre mesi contro i tre precedenti, così vedi quali articoli crescono e quali calano.

Esporta in un foglio. Gli articoli senza impressioni non compaiono nell’esportazione: incolla accanto l’elenco completo preso dal CMS o dalla sitemap, e segna ognuno come in crescita, stabile, in calo o senza impressioni. È la mappa per tutti gli altri interventi.

2. Leggi le query di ogni articolo che conta

Fai clic su una pagina nella tabella e passa alla scheda Query: vedi con quali ricerche Google la mostra. La guida di Search Console suggerisce di cercare query «previste e impreviste». Una query imprevista può essere una domanda a cui l’articolo non risponde ancora: aggiungi un paragrafo che la tratti.

3. Riscrivi i titoli che Google mostra ma nessuno clicca

Seleziona la metrica CTR, apri la scheda Pagine e ordina il CTR dal più basso: per queste pagine Google consiglia di rivedere titolo e descrizione (attività e casi d’uso comuni). Considera solo quelle con molte impressioni. Metti all’inizio le parole della ricerca principale, perché Google tronca i titoli quando serve.

4. Scrivi una descrizione per ogni pagina che ritocchi

Lo snippet sotto il titolo viene di solito dal testo della pagina, a volte dalla meta description. Google la vuole «breve, unica» e con «i punti più significativi della pagina» (Guida introduttiva alla SEO). Scrivila come una risposta: cosa trova chi clicca, per chi è, in quale zona lavori.

5. Guarda quali articoli finiscono nelle risposte AI

Il report sul rendimento dell’AI generativa mostra quante volte le tue pagine compaiono come link in AI Overview e AI Mode. Google avverte che non tutte le proprietà lo hanno ancora, che servono abbastanza impressioni e che manca se il sito è escluso da quelle funzionalità: se non lo vedi, passa al consiglio 6.

Se lo vedi, gli articoli che trovi lì sono quelli che Google mostra a supporto delle sue risposte: aggiornali per primi e controlla che portino a una pagina di servizio o a un contatto.

Sistema gli articoli che hai già

6. Aggiorna prima gli articoli che portano già visite

Prezzi, norme, schermate, nomi di prodotti: sono le parti che invecchiano. Cambia la data solo se hai cambiato davvero il contenuto. Tra i segnali d’allarme Google cita proprio il modificare la data delle pagine «per farle sembrare aggiornate» senza cambiamenti sostanziali (Creare contenuti utili).

7. Unisci gli articoli che rispondono alla stessa domanda

Nella scheda Query fai clic su una ricerca e poi apri Pagine: se compaiono due tuoi articoli, lettore e Google devono scegliere tra due risposte simili. Tieni quello con più clic e più link da altri siti, porta dentro le parti migliori dell’altro, reindirizza l’altro con un 301 permanente (Google) e correggi i link interni che puntavano lì.

8. Togli solo ciò che è sbagliato o inutile

Cancellare molti articoli per sembrare più curati non serve: Google scrive che rimuovere parecchi contenuti meno recenti per far sembrare il sito aggiornato non migliora il ranking (Creare contenuti utili). Elimina ciò che è falso o superato; se un’altra pagina risponde alla stessa domanda, reindirizza lì.

9. Controlla gli articoli che Google non indicizza

Se il sito ha meno di 500 pagine, Google dice che probabilmente il report non ti serve: cerca su Google site: seguito dall’indirizzo esatto dell’articolo e guarda se compare (Report Indicizzazione delle pagine).

Se il sito è più grande, apri Indicizzazione → Pagine e leggi i motivi. «Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata» vuol dire che Google l’ha letta ma per ora non la mostra, e non serve inviarla di nuovo: rendila più utile o uniscila a un articolo più forte. Una copertura al 100% non è da aspettarsi (stessa guida).

10. Recupera i link che portano a pagine sparite

Se il blog ha cambiato piattaforma o indirizzi, altri siti possono ancora puntare a pagine che non esistono più. Apri Link → Link esterni → Pagine più collegate e prova ogni indirizzo: se dà errore 404, reindirizzalo con un 301 all’articolo più vicino (Report Link).

Collega gli articoli tra loro

11. Dai a ogni articolo importante almeno un link interno

Per Google ogni pagina importante dovrebbe avere un link da almeno un’altra pagina del sito (Best practice per i link). Quando pubblichi un articolo nuovo, collegalo da due articoli vecchi dello stesso tema che ricevono già visite. In Link → Link interni vedi le pagine più collegate: un articolo che non compare ne riceve pochi o nessuno.

12. Scrivi testi di link che si capiscono da soli

Il consiglio di Google è leggere il testo del link fuori contesto e chiedersi se basta a capire dove porta (Best practice per i link). «Clicca qui» non basta; «come si prendono le misure di una finestra» sì.

13. Porta ogni articolo verso una pagina che vende

Un articolo che risponde bene e poi non porta da nessuna parte fa salire le visite, non il lavoro. Alla fine di ogni articolo metti un solo passo successivo coerente: la pagina del servizio, un preventivo, una risorsa utile. Come sceglierlo è nella guida su come usare il blog per generare contatti.

Fatti riconoscere da chi legge

14. Firma gli articoli con nome e ruolo

Google chiede se è «evidente ai visitatori chi è l’autore» e consiglia una riga con il nome che rimandi a una pagina sull’autore (Creare contenuti utili). In un’azienda l’autore può essere il titolare o il tecnico: conta che il lettore capisca chi ha l’esperienza.

15. Porta gli articoli a chi ti conosce già

Clienti, fornitori e chi ti segue sono i primi lettori possibili: una newsletter, una risposta con il link a chi ti aveva fatto quella domanda, un rimando nella firma delle email. I canali sono spiegati nelle guide su come promuovere un articolo e come creare una newsletter aziendale.

La prima settimana, giorno per giorno

  1. 1Lunedì: esporta da Search Console le pagine del blog confrontando gli ultimi tre mesi con i tre precedenti, aggiungi gli articoli che mancano presi dal CMS e segna ognuno come in crescita, stabile, in calo o senza impressioni (consiglio 1).
  2. 2Martedì: scegli le tre pagine con più impressioni e CTR più basso, leggi le loro query e riscrivi titolo e descrizione (consigli 2, 3 e 4).
  3. 3Mercoledì: cerca due articoli che compaiono per la stessa ricerca e, se rispondono alla stessa domanda, uniscili in quello con più clic e più link da altri siti, portando dentro le parti migliori dell’altro, con un redirect 301 (consiglio 7).
  4. 4Giovedì: controlla l’indicizzazione, con la ricerca site: se il sito ha meno di 500 pagine o in Indicizzazione → Pagine, e apri Link → Link esterni: annota gli articoli non indicizzati e i link verso pagine che danno errore (consigli 9 e 10).
  5. 5Venerdì: aggiungi link interni dagli articoli con più visite verso quelli recenti dello stesso tema, con testi che si capiscono da soli (consigli 11 e 12).
  6. 6Ogni giorno: segna le modifiche con un’annotazione sul grafico di Search Console, scrivendo cosa hai cambiato.
  7. 7Tra quattro settimane: confronta clic e impressioni delle pagine toccate con le quattro settimane precedenti e decidi cosa ripetere.

Gli errori che frenano un blog

  • !Cambiare l’indirizzo di un articolo mentre lo aggiorni, senza redirect: i link che riceveva finiscono su una pagina di errore.
  • !Aggiornare solo la data in cima all’articolo, lasciando prezzi e informazioni di tre anni fa.
  • !Riscrivere il titolo per inseguire una query che l’articolo non tratta: chi clicca non trova la risposta e torna indietro.
  • !Unire due articoli incollando tutto il testo dell’uno nell’altro: il risultato è lungo e ripetitivo. Tieni solo le parti che aggiungono qualcosa.
  • !Pubblicare articoli nuovi sullo stesso tema di uno vecchio senza collegarli: il vecchio resta isolato e il nuovo parte da zero.

Vuoi un parere su quello che si vede da fuori? Con il modulo chiedi l’audit gratuito: frequenza, struttura e sitemap, dati strutturati e bot AI, entro 3 giorni lavorativi. I dati di Search Console li guardi tu con i passi di questa guida.

Fonti

Guida aggiornata il 22 settembre 2026.

FAQ · 4 risposte

Domande frequenti

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Scrivici: ti rispondiamo per email.

Devo chiedere l’indicizzazione dopo ogni modifica?

Non serve per ogni ritocco. Per pochi articoli importanti puoi usare lo strumento Controllo URL, ma c’è una quota e ripetere la richiesta per lo stesso indirizzo non accelera la scansione. Per molti indirizzi Google indica la sitemap (Chiedere a Google una nuova scansione).

Quanto tempo prima di vedere l’effetto di un nuovo titolo?

Google deve ripetere la scansione della pagina per leggere il nuovo titolo, e possono servire da alcuni giorni ad alcune settimane (Influenzare i link dei titoli). Confronta quindi le quattro settimane dopo la modifica con le quattro prima, tenendo conto della stagione.

Il blog ha più visite ma non arrivano richieste: cosa controllo?

Tre cose: se gli articoli con più visite parlano a chi può comprare da te, se alla fine c’è un solo passo successivo chiaro, se il modulo registra la pagina da cui parte la richiesta. In GA4 il report Pagina di destinazione, con la colonna Eventi chiave, mostra quali articoli portano contatti, se hai impostato l’evento chiave dell’invio.

E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?

Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.

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