Guida · Distribuzione
Come promuovere un articolo del blog
- Livello base
- 8 passaggi
- Gratis
Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
Un articolo si promuove in 30 giorni con passi gratuiti: link da articoli vecchi, newsletter, Profilo Google, partner, associazioni e, se serve, Pinterest. Al trentesimo giorno guardi con quali ricerche è stato trovato, lo aggiorni con le domande nuove e lo ricondividi.
- Google Search Console
- Google Analytics 4
- Profilo dell’attività su Google
- Pinterest per aziende
- Livello base
Il giorno in cui pubblichi, l’articolo non lo conosce quasi nessuno. Qui trovi cosa fare nei 30 giorni dopo, con strumenti gratuiti. La pubblicità a pagamento, come i post sponsorizzati o Google Ads, resta fuori: è un’altra decisione, con un budget suo.
Il calendario dei 30 giorni
| Quando | Cosa fai | Tempo |
|---|---|---|
| Giorno 0 | Controlli l’anteprima social e chiedi l’indicizzazione in Search Console | 10 minuti |
| Giorni 0-3 | Post sui social, il primo il giorno stesso, e aggiornamento sul Profilo dell’attività su Google | 45 minuti |
| Giorno 1 | Aggiungi link verso l’articolo da tre o quattro articoli vecchi | 30 minuti |
| Giorni 3-7 | Articolo in apertura nella newsletter; link personale a chi aveva fatto la domanda | 20 minuti |
| Giorni 7-14 | Mail personali a partner con cui lavori già; proposta all’associazione di categoria | 1 ora |
| Giorni 10-20 | Tre Pin su Pinterest, se il settore è visivo | 40 minuti |
| Giorno 30 | Giudichi i clic dai canali usati, leggi Search Console, aggiorni e ricondividi | 1 ora |
In tutto sono circa quattro ore e mezza, distribuite in un mese. Non farlo per ogni articolo: tienilo per quelli che rispondono a domande frequenti o vicine a una vendita. Per una notizia breve bastano un post e una riga nella newsletter.
Giorni 0 e 1: fai trovare l’articolo, fuori e dentro il sito
Appena pubblicato, apri Search Console, incolla l’indirizzo nella barra in alto (Controllo URL) e fai clic su «Richiesta di indicizzazione». Google avverte che c’è un limite giornaliero di richieste e che l’invio non assicura la presenza della pagina nell’indice (Google): serve a non aspettare, non a scavalcare nessuno.
Il giorno dopo, i link interni. Google consiglia che ogni pagina importante riceva un link da almeno un’altra pagina del sito, con un testo che descriva la destinazione (Google). Per trovare gli articoli vecchi da cui partire, cerca su Google site: seguito dal tuo dominio e dall’argomento, per esempio site:example.com torta nuziale (Google).
Giorni 0-7: social, Profilo Google, newsletter e chi aveva chiesto
Il primo post esce il giorno stesso dell’articolo, gli altri e l’aggiornamento sul Profilo Google nei tre giorni successivi. Formati e misure sono in come trasformare un articolo in post social.
Nella newsletter l’articolo nuovo va in apertura, con due righe su a chi serve e un link con utm_medium=email. Se non ne hai una, parti da come creare una newsletter aziendale.
Un canale spesso trascurato è la risposta diretta. Se l’articolo nasce da una domanda arrivata per email o al banco, e la persona ti ha lasciato un contatto per avere la risposta, rispondile con il link e due righe personali.
Giorni 7-14: partner, associazioni e media locali
Pensa ai partner con cui lavori già, che hanno i tuoi stessi clienti ma non vendono quello che vendi tu: per una pasticceria che fa torte nuziali, il fiorista, la wedding planner, l’agriturismo dei ricevimenti. A loro l’articolo serve per rispondere ai propri clienti. Scrivi una mail breve e personale, senza chiedere niente in cambio:
«Ciao Marta, abbiamo scritto una guida su quanti piani servono per una torta nuziale in base agli invitati: la trovi qui (indirizzo dell’articolo). Le coppie che seguite ce lo chiedono spesso, quindi forse è utile anche a voi. Se trovate qualcosa da correggere, ditemelo. Grazie, Luca»
Niente scambi «io linko te, tu linki me»: Google li considera spam quando sono eccessivi o servono solo a scambiarsi link, e i link pagati vanno segnati con rel="sponsored" o rel="nofollow" (Google). Un link che arriva perché la guida è utile, invece, va benissimo.
L’associazione di categoria può inserire l’articolo nella newsletter o nelle notizie per gli associati: chiedi a chi le cura. Al giornale locale scrivi solo se c’è una notizia, come un dato locale o un evento. Un articolo utile, da solo, non è una notizia.
Pinterest, se vendi qualcosa che si guarda
Su Pinterest le persone cercano idee da salvare, e ogni Pin può portare a un sito. Ha senso se lavori con prodotti visivi, casa e arredo, cibo o matrimoni; se fai consulenza fiscale o ripari caldaie, puoi saltare questa sezione.
- Crea un account per aziende, gratuito, o converti il tuo da Impostazioni → Gestione dell’account → Converti account; Pin e follower restano (Pinterest).
- Verifica il sito da Impostazioni → Link a Pinterest → Verifica, con un tag HTML, un file o un record DNS: i Pin salvati dal tuo sito mostreranno la tua immagine del profilo (Pinterest).
- Crea tre Pin diversi per lo stesso articolo, verticali 2:3. Per i Pin standard, anche senza pubblicità, Pinterest consiglia 1000 × 1500 pixel e titoli fino a 100 caratteri, di cui nel feed, a seconda del dispositivo, si vedono i primi 40 (Pinterest).
Se l’articolo ha i meta tag Open Graph o Schema.org, i Pin diventano Pin dettagliati di articoli, con titolo, descrizione e autore presi dal sito (Pinterest). Puoi programmare un Pin fino a 30 giorni prima e tenerne in coda al massimo 10 (Pinterest).
Giorno 30: leggi i dati, aggiorna, ricondividi
Al giorno 30 non giudicare l’articolo dalle visite da Google: per Google gli effetti di una modifica al sito possono vedersi in poche ore o in diversi mesi (Google). Giudica i clic dai canali che hai usato, cioè newsletter, social e partner, con i parametri UTM. Search Console, per ora, serve a scoprire domande.
In Search Console apri Rendimento → Risultati di ricerca, aggiungi il filtro Pagina con l’indirizzo dell’articolo e guarda la scheda Query: sono le parole con cui le prime persone l’hanno trovato. Le domande che l’articolo non tratta diventano un paragrafo nuovo; quelle molto diverse, un altro articolo.
Aggiorna la data solo se hai cambiato il contenuto. Tra i segnali dei contenuti pensati per i motori di ricerca, Google cita proprio chi modifica la data delle pagine «per farle sembrare aggiornate» senza cambiamenti sostanziali (Google).
Questo piano non porta visite a comando: aumenta le occasioni in cui l’articolo arriva a chi può averne bisogno. Se dopo 30 giorni i canali usati non hanno portato né clic né domande, forse l’articolo risponde a una domanda che i clienti non fanno: meglio saperlo presto.
Se ti serve un articolo nuovo da cui ripartire, chiedi quello di prova gratuito con il modulo di questa pagina: lo ricevi entro 3 giorni lavorativi.
Il piano in otto passi
- 1Giorno 0: controlla l’anteprima social dell’articolo e chiedi l’indicizzazione con lo strumento Controllo URL di Search Console.
- 2Giorno 1: aggiungi link da tre o quattro articoli vecchi sullo stesso tema, con un testo che dica dove porta il link.
- 3Giorni 0-3: il primo post il giorno stesso dell’articolo, poi gli altri e l’aggiornamento sul Profilo Google, ognuno con il suo link tracciato.
- 4Entro il giorno 7: articolo in apertura nella newsletter, e il link a chi ti aveva fatto proprio quella domanda lasciandoti un contatto.
- 5Giorni 7-14: scrivi a due o tre partner con cui lavori già, che hanno i tuoi stessi clienti, e proponi l’articolo all’associazione di categoria.
- 6Giorni 10-20: se il tuo settore è visivo, crea tre Pin verticali con immagini e titoli diversi, tutti verso l’articolo.
- 7Giorno 30: giudica i clic dai canali che hai usato e leggi in Search Console le prime ricerche che portano all’articolo.
- 8Aggiorna l’articolo con le domande nuove e ricondividilo con quel taglio. Cambia la data solo se hai cambiato il contenuto.
Cinque modi di sprecare un buon articolo
- !Promuovere l’articolo solo il giorno dell’uscita e poi dimenticarlo: partner, newsletter e Pinterest lavorano nelle settimane dopo.
- !Chiedere ai partner uno scambio di link: Google considera spam gli scambi eccessivi. Chiedi solo di segnalare la guida a chi può servire.
- !Usare «clicca qui» o «scopri di più» come testo dei link interni: non dice né al lettore né a Google dove porta il link.
- !Mandare l’articolo al giornale locale come se fosse una notizia: rendi meno credibile la mail che manderai quando la notizia ci sarà.
- !Cambiare solo la data per far sembrare l’articolo nuovo: Google lo cita tra i segnali dei contenuti fatti per i motori di ricerca.
Fonti
- Strumento Controllo URL, Google (consultata il 22 settembre 2026)
- Best practice di Google per i link, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Operatore di ricerca site:, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Norme relative allo spam per la Ricerca Google, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Ottieni un account per aziende, Pinterest (consultata il 22 settembre 2026)
- Verifica il tuo sito web, Pinterest (consultata il 22 settembre 2026)
- Consulta le specifiche degli annunci, Pinterest (consultata il 22 settembre 2026)
- Creare Pin dettagliati, Pinterest (consultata il 22 settembre 2026)
- Pianifica Pin, Pinterest (consultata il 22 settembre 2026)
- Guida introduttiva alla SEO: nozioni di base, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Creare contenuti utili, affidabili e pensati per le persone, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Risolvere i problemi di canonicalizzazione, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
Guida aggiornata il 22 settembre 2026.
Posso ripubblicare l’articolo intero su LinkedIn o su un altro sito?
Meglio un estratto con il link. Tra i casi in cui Google sceglie come principale una pagina diversa dalla tua, la sua documentazione cita i contenuti ripubblicati da altri siti, e come soluzione indica che sia il sito ospite a bloccarne l’indicizzazione (Google). Se non puoi chiederlo, pubblica solo l’inizio.
Vale la pena sponsorizzare il post su Facebook?
A volte sì, ma è un’altra decisione: servono un budget, un obiettivo e un modo per misurare cosa rende. Prova prima i 30 giorni gratuiti. Se l’articolo non porta visite né domande neanche così, il problema è più probabilmente l’argomento che la promozione, e pagare non lo risolve.
Pinterest serve anche se non vendo online?
Sì, se il tuo lavoro si guarda: anche un fiorista o un falegname senza negozio online hanno foto che le persone salvano come idee. Il Pin porta all’articolo, e dall’articolo si arriva al contatto. Se il tuo lavoro non si fotografa bene, il tempo rende di più con partner e newsletter.
Quando rifaccio il ciclo per lo stesso articolo?
Quando hai un aggiornamento vero: una domanda nuova arrivata dai clienti, un prezzo cambiato, foto migliori. Per gli articoli stagionali c’è un giro annuale, descritto in come integrare blog e social.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.