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Guida · Distribuzione

Come trasformare un articolo in post social

Cosa estrarre dall’articolo, le misure che chiedono le piattaforme e come programmare i post senza pagare.
  • Livello base
  • 8 passaggi
  • Gratis

Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo

In breve

Da un articolo ricavi cinque o sei post se ne estrai pezzi diversi (la domanda, l’errore, il prima e dopo) e li adatti a ogni canale. Qui trovi le misure ufficiali di Facebook, Instagram, LinkedIn e Profilo Google, un esempio completo e gli strumenti gratuiti per programmarli.

  • Meta Business Suite
  • Profilo dell’attività su Google
  • Post Inspector di LinkedIn
  • Livello base

Condividere un articolo una volta, con lo stesso testo ovunque, è il modo più rapido per sprecarlo. Funziona il contrario: l’articolo resta la fonte, ogni post ne prende un pezzo adatto al canale e porta il link a chi vuole il resto.

Prima dei social: i sei pezzi da estrarre dall’articolo

Non riassumere l’articolo: smontalo. Ogni pezzo qui sotto diventa un post che si regge da solo, utile anche a chi non apre il link.

  • La domanda del cliente, con le sue parole.
  • L’errore che vedi fare più spesso.
  • Il prima e dopo: una foto, una misura, una situazione che cambia.
  • Il consiglio da provare subito, in una riga.
  • La foto vera del tuo lavoro, non un’immagine di repertorio.
  • La domanda successiva, che il cliente fa dopo aver letto: serve per il secondo giro.

Formati e misure ufficiali, canale per canale

Misure tratte dalle guide delle piattaforme, controllate il 22 settembre 2026: cambiano spesso.

CanaleIl formato adatto a un articoloLimiti e misure consigliate (fonti ufficiali)
FacebookPost con il link: l’anteprima mostra immagine, titolo e descrizione dell’articoloImmagine di anteprima accettata da 200 × 200 pixel, ma sotto 600 × 315 appare molto più piccola; per la resa migliore Meta consiglia almeno 1200 × 630, vicino a 1,91:1 (Meta)
Instagram, feedCarosello: una slide per ogni punto dell’articoloFino a 20 foto o video (Instagram); larghezza 1080 pixel, proporzioni tra 1,91:1 e 3:4 (Instagram); massimo 5 hashtag (Instagram)
Instagram, storieFoto o video con l’adesivo «Link» verso l’articoloSpariscono dopo 24 ore, se non le aggiungi alle Storie in evidenza (Instagram)
LinkedInPost con link o foto, per chi compra da te come aziendaTesto fino a 3.000 caratteri (LinkedIn); anteprima di almeno 1200 × 627 pixel (LinkedIn)
Profilo dell’attività su GoogleAggiornamento con foto, poche righe e un pulsante verso l’articoloFoto JPG o PNG tra 10 kB e 5 MB, risoluzione consigliata 720 × 720 pixel (Google)

Un’immagine sola da 1200 × 630 pixel va bene per Facebook e per LinkedIn (Meta, LinkedIn). Per Instagram e Profilo Google prepara versioni verticali e quadrate con un editor di immagini gratuito.

Per portare le persone dal feed al sito, Instagram offre due strade. Nel profilo puoi mettere fino a 5 link, da Profilo → Modifica profilo → Link → Aggiungi link (Instagram). Nelle storie c’è l’adesivo «Link», aperto a quasi tutti gli account da ottobre 2021 (Instagram).

Il carosello è il formato più vicino a un articolo: in copertina la domanda, una slide per ogni punto, nell’ultima l’invito al link nel profilo. Tieni un solo orientamento, perché quello che scegli vale per tutte le foto del post (Instagram). Didascalia: tre righe utili anche senza aprire il link.

Facebook e LinkedIn: l’anteprima si prepara sul sito

Il riquadro sotto un post con link nasce dai tag Open Graph dell’articolo: senza, Facebook sceglie da solo titolo, descrizione e immagine (Meta). Imposta l’immagine social nel CMS o nel plugin SEO prima di condividere. Se la cambi dopo, falla rileggere con lo strumento di debug di Meta (serve l’accesso a Facebook) e con Post Inspector di LinkedIn.

Su LinkedIn scrivi per chi compra da te come azienda: l’architetto, l’ufficio acquisti, l’amministratore di condominio. Hai fino a 3.000 caratteri (LinkedIn), ma spesso bastano quattro righe: il problema, cosa cambia per loro, il link.

Profilo dell’attività su Google: il post per chi ti cerca in zona

I post del Profilo compaiono nella Ricerca e su Maps; da telefono, nelle schede «Aggiornamenti» o «Panoramica». Si creano da Post → Aggiungi post → Aggiornamento, con foto, testo e un pulsante che porta all’articolo. Tre cose da sapere (Google):

  • Se il testo contiene un numero di telefono e Google non riesce a verificare che sia collegato all’attività, il post può essere rifiutato. Il numero è già nel Profilo.
  • I post pubblicati da più di 6 mesi vengono archiviati, a meno che tu non imposti un intervallo di date.
  • Nei settori regolamentati, come alcolici o dispositivi medici, puoi pubblicare post ma senza contenuti sui prodotti.

Programmare i post con gli strumenti gratuiti delle piattaforme

Ogni piattaforma ha un programmatore gratuito, con questi limiti ufficiali:

StrumentoCosa programmaLimiti
Meta Business SuitePost per Pagina Facebook e Instagram, anche insieme, con un testo diverso per ciascunoFacebook: da 20 minuti a 29 giorni dopo la creazione (Meta); per Instagram al massimo 10 foto per post (Meta), mentre dall’app arrivi a 20 (Instagram)
App InstagramPost, caroselli e reel, se l’account è pubblicoFino a 25 post al giorno, con al massimo 30 giorni di anticipo (Instagram)
LinkedInPost dal profilo personale e dalla Pagina aziendaleProfilo: da 10 minuti a tre mesi prima (LinkedIn). Pagina: da un’ora a tre mesi; non si programmano post con più foto, sondaggi o eventi, quindi usa una foto sola (LinkedIn)
Profilo dell’attività su GoogleAggiornamenti, offerte ed eventi«Programma questo post» per data e ora; «Si ripete» per uscite settimanali, mensili o personalizzate (Google)

Cosa aggiunge un programmatore esterno

Strumenti come Hootsuite, Buffer o Metricool servono quando i canali sono tanti o lavori in due: un calendario unico, l’approvazione di un collega prima dell’uscita, le statistiche in una schermata. Prima di sceglierne uno, controlla che gestisca tutti i canali che usi.

  • Hootsuite: solo piani a pagamento, con una prova gratuita di 14 giorni (Hootsuite).
  • Buffer: piano gratuito fino a 3 canali, con 10 post programmati per canale (Buffer).
  • Metricool: piano gratuito per un marchio, fino a 20 post al mese, LinkedIn escluso (Metricool).

Condizioni lette il 22 settembre 2026: cambiano spesso. Non è una classifica, e con solo Facebook e Instagram basta Meta Business Suite.

Cosa non aspettarti, e quando non ne vale la pena

Nessuna piattaforma dice in anticipo quante persone vedranno un post, e con pochi follower le visite saranno poche. Prima di dedicarci più ore, misura i clic con i parametri UTM: vedi come integrare blog e social.

Il lavoro dei sei post ha senso per gli articoli che rispondono a domande che non scadono o che tornano ogni anno, insieme agli altri canali per promuovere un articolo.

Non hai l’articolo da cui partire? Te ne scriviamo uno di prova, e i sei post li ricavi con questa guida. Si chiede dal modulo di questa pagina.

Da un articolo a sei post, passo per passo

  1. 1Rileggi l’articolo e segna i sei pezzi: domanda, errore, prima e dopo, consiglio da provare subito, foto vera, domanda successiva.
  2. 2Imposta l’immagine social nell’articolo prima di condividere; se la cambi dopo, falla rileggere a Facebook e a LinkedIn.
  3. 3Prepara tre formati di immagine: orizzontale per Facebook e LinkedIn, verticale per il carosello, quadrata per il Profilo Google.
  4. 4Scrivi un testo diverso per ogni canale, partendo dal pezzo adatto: la domanda su Facebook, i punti nel carosello, il caso di lavoro su LinkedIn.
  5. 5Aggiungi a ogni link i parametri UTM, uno per canale, per vedere quali post portano visite.
  6. 6Programma: Meta Business Suite per Facebook e carosello, LinkedIn dalla Pagina, Profilo Google con «Programma questo post». La storia pubblicala dal telefono.
  7. 7Nei due giorni dopo ogni uscita rispondi ai commenti e annota le domande nuove: le migliori entrano nell’articolo.
  8. 8Dopo tre o quattro settimane pubblica il secondo giro, costruito sulla domanda successiva o su un commento ricevuto.

Cinque errori che sprecano l’articolo

  • !Incollare lo stesso testo con il link ovunque: ogni canale ha lettori diversi, e su Instagram il link va nel profilo o nelle storie.
  • !Condividere l’articolo prima di impostare l’immagine social: Facebook e LinkedIn mostrano un’anteprima che non hai scelto.
  • !Riempire la didascalia di hashtag generici: Instagram ne accetta al massimo 5 per post, quindi scegli quelli che qualcuno cercherebbe davvero.
  • !Mettere il numero di telefono nel testo di un post sul Profilo Google: se Google non verifica che sia collegato all’attività, il post può essere rifiutato.
  • !Programmare tutti i post e sparire: le domande senza risposta nei commenti sono occasioni perse, e materiale per il prossimo articolo.

Fonti

Guida aggiornata il 22 settembre 2026.

FAQ · 5 risposte

Domande frequenti

Non trovi la risposta?

Scrivici: ti rispondiamo per email.

Posso pubblicare lo stesso post su Facebook e Instagram in un colpo solo?

Sì, da Meta Business Suite: in «Pubblica su» scegli la Pagina e il profilo Instagram, poi in «Dettagli del post» personalizza il testo per ciascuno (Meta). Conviene farlo: su Facebook il link sta nel testo, su Instagram la frase finale rimanda al link nel profilo.

Posso usare nei post le foto dei clienti o dei loro lavori?

Se nella foto si riconosce una persona, serve il suo consenso (art. 96, legge 633/1941). Se non l’hai scattata tu o un tuo dipendente, di regola serve anche il permesso del fotografo: a lui spetta il diritto esclusivo di riprodurla e diffonderla (art. 88), e la cessione va provata per iscritto (art. 110). Nelle case dei clienti togli indirizzi visibili.

Posso ripubblicare gli stessi post dopo qualche mese?

Sì, se quello che dicono è ancora vero. Cambia almeno l’immagine e la prima riga, così chi li ha già visti capisce che c’è qualcosa di nuovo, e controlla che l’articolo sia aggiornato. Per gli articoli stagionali c’è un giro annuale, descritto in come integrare blog e social.

Devo essere su tutti questi canali?

No. Scegli quelli dove i tuoi clienti ti cercano e che puoi seguire ogni settimana: per un negozio o uno studio aperto al pubblico, di solito il Profilo Google più un social. Come dividere i compiti tra i canali è spiegato in come integrare blog e social.

E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?

Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.

PrezziArticolo di prova gratis