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Guida · Contenuti visivi

Come modificare le immagini per il blog con strumenti gratuiti

Gli editor gratuiti verificati oggi, le misure giuste, una prova di compressione e le regole sui diritti delle foto.
  • Livello base
  • 9 passaggi
  • Gratis

Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo

In breve

Per preparare un’immagine per il blog bastano strumenti gratuiti: ritagli, riduci la larghezza al doppio di quella a cui il sito la mostra, la comprimi in WebP, poi scrivi il testo alternativo e un nome file che descrive la foto. Prima di tutto, però, verifica di poterla usare.

  • Photopea
  • GIMP
  • Squoosh
  • l’editor immagini di WordPress
  • Livello base

Picnik, l’editor online con cui molti sistemavano le foto del blog, ha chiuso il 19 aprile 2012: lo annunciò Google, che l’aveva comprato due anni prima. PicMonkey, un’altra alternativa di quegli anni, oggi lascia creare le immagini gratis ma per scaricarle chiede un abbonamento, con una prova di 7 giorni.

Gli strumenti gratuiti cambiano spesso: li abbiamo ricontrollati sui siti ufficiali il 22 settembre 2026, con il limite da conoscere prima di sceglierli.

Gli editor gratuiti che funzionano oggi

StrumentoDove funzionaCosa fa gratisIl limite da sapere
PhotopeaNel browser; i file restano sul tuo computer, non vengono caricati su un serverRitaglio, ridimensionamento, livelli e maschere; apre anche WebP, AVIF e HEIC, il formato delle foto iPhoneHa i menu di un programma professionale: all’inizio ci si perde un po’
GIMP 3.2Windows, macOS e Linux; gratuito e open sourceScala immagine, ritaglio a proporzione fissa, esportazione in WebP con qualità regolabileVa installato, e le voci di menu sono tante
Canva, piano GratisBrowser e appProgetti con misure personalizzate, editor di foto, esportazione in JPG, PNG e PDFRimozione dello sfondo e «Ridimensionamento magico» sono solo nei piani a pagamento
Adobe Express, piano gratuitoBrowser e telefonoAzioni rapide per ridimensionare, ritagliare e rimuovere lo sfondoEsporta in JPEG, PNG, PDF e GIF: per il WebP serve un passaggio in più
SquooshNel browser; l’immagine non viene inviata a un serverCompressione con il prima e il dopo affiancati, WebP e AVIF, ridimensionamentoNon ritaglia e non ritocca: è l’ultimo passaggio, non il primo
Editor di WordPressMedia → Libreria media → Modifica immagineRitaglio, riduzione e rotazione, con il ripristino dell’originaleNon converte in WebP e non ti fa scegliere la qualità

E se non vuoi installare niente? Sul Mac, Anteprima ridimensiona anche più foto insieme da Strumenti → Regola dimensione. Su Windows 11 c’è già Paint: nel gruppo Immagine, «Ridimensiona e inclina» (Ctrl+W) cambia le misure in pixel o in percentuale. Se ti serve di più, Paint.NET è gratuito ma va installato.

Quanto larga: il conto parte dalla colonna del tuo blog

La misura giusta non è un numero fisso: è la larghezza a cui il tuo tema mostra l’immagine, moltiplicata per la densità degli schermi. Su uno schermo a densità doppia, un’immagine mostrata a 500 pixel ne richiede 1000; la densità tripla, spiega la stessa pagina, di solito non porta vantaggi visibili.

Per trovare la colonna, apri un articolo con Chrome, clic destro sull’immagine e «Ispeziona»: passando il mouse sulla riga evidenziata compaiono le misure a cui la foto è mostrata, per esempio 800 × 450. La tua immagine sarà allora larga 1600 pixel.

Per l’immagine in evidenza c’è un’altra soglia: per Discover Google consiglia immagini larghe almeno 1200 pixel, in 16:9. Una copertina di 1600 × 900 rispetta entrambe le regole.

E se carichi la foto intera? WordPress rimpicciolisce da solo quelle oltre i 2560 pixel, ma conserva l’originale sul server: meglio ridurla prima.

Ritagliare: tre proporzioni bastano per tutto il blog

Decidi le proporzioni una volta e usale sempre: 16:9 per le copertine, 4:3 o 1:1 per le foto dentro l’articolo. In GIMP lo strumento di ritaglio (Maiusc+C) ha l’opzione «Fisso» con il rapporto dimensioni: scrivi 16:9 e trascini. In WordPress lo stesso campo compare in Modifica immagine.

Comprimere in WebP: la nostra prova su una foto da 5,6 MB

WebP è oggi il formato più comodo: secondo Google, a parità di qualità un WebP pesa dal 25 al 34% in meno di un JPEG, e i principali browser lo leggono. WordPress lo accetta dalla versione 5.8, se il server lo supporta: lo vedi in Strumenti → Salute del sito → Informazioni → Gestione media.

Il 22 settembre 2026 abbiamo provato su una foto di paesaggio in 4K, circa 8 megapixel, salvando il JPEG con gli strumenti di macOS e il WebP con cwebp, il programma di Google. La larghezza scelta è 1600 pixel, il doppio di una colonna di 800. Il peso, passaggio per passaggio:

PassaggioPeso del file
Foto originale, JPEG in 4K5,6 MB
Solo ridotta, salvata in JPEG con qualità 80circa 320 KB
Ridotta e salvata in WebP con qualità 75, il valore da cui parte Squooshcirca 100 KB

Il grosso del risparmio viene dal ridimensionamento; il WebP toglie il resto. Qui la differenza tra JPEG e WebP è più ampia di quella misurata da Google perché le due qualità non sono equivalenti. Con la tua foto i numeri cambiano: rifai la prova in Squoosh, che mostra i due file affiancati.

Prima di esportare togli i dati nascosti: con la localizzazione attiva, la fotocamera dell’iPhone registra nella foto dove è stata scattata. Nella finestra di esportazione WebP di GIMP togli la spunta a «Salva dati Exif», «Salva dati XMP» e «Salva dati IPTC», e anche a «Salva miniatura», che conserva comunque alcuni dati Exif.

Testo alternativo e nome del file: cosa chiede Google

Google usa il testo alternativo insieme alla visione artificiale e al testo della pagina per capire cosa mostra un’immagine, e lo stesso testo lo ascolta chi usa uno screen reader. Descrivi la foto come a chi non la vede, senza elenchi di parole chiave: Google avverte che possono far classificare il sito come spam.

Anche il nome del file dà indicazioni: Google consiglia nomi brevi e descrittivi invece di IMG00023.JPG, e un’estensione che corrisponda al formato. In WordPress il nome va deciso prima del caricamento; il testo alternativo lo scrivi dopo, in Libreria media, nel campo «Testo alternativo». Il resto dell’articolo lo trovi in come scrivere un articolo per il blog.

Quali immagini puoi usare: legge e licenze in breve

Per la legge sul diritto d’autore le fotografie creative sono opere protette. Sono tutelate anche le foto semplici, con un diritto connesso: dal 18 dicembre 2025 per settant’anni dalla produzione, non più venti, per effetto della legge 182 del 2025. Una foto trovata online non è libera solo perché si scarica.

Per le persone riconoscibili serve il consenso: il ritratto non può essere esposto o riprodotto senza. Le eccezioni dell’articolo 97, come notorietà o fatti di interesse pubblico, sono pensate per altri casi: per clienti e dipendenti sul blog aziendale la strada sicura è una liberatoria firmata che dica dove userai la foto.

Licenza o archivioSul blog aziendaleAttenzione a
Creative Commons BY e BY-SASì, anche per uso commercialeServe l’attribuzione: titolo, autore, fonte e licenza con il link, come raccomanda Creative Commons. Se ritagli, scrivilo. Con BY-SA una versione rielaborata va pubblicata con la stessa licenza, o una compatibile.
Creative Commons con NCMeglio di noNC vuol dire uso non principalmente commerciale, e un blog aziendale serve all’attività.
Creative Commons con NDSì, senza rielaborarlaCon ND non puoi pubblicare un adattamento, cioè una modifica abbastanza creativa da essere protetta. Un ritaglio di solito non lo è, ma con le licenze 4.0 va segnalato (per le versioni precedenti è solo consigliato).
CC0Sì, senza attribuzioneNon copre marchi né diritti sull’immagine delle persone ritratte.
UnsplashSì, anche commerciale, senza attribuzione obbligatoriaNon puoi rivendere le foto senza modificarle; le immagini Unsplash+ seguono una licenza a parte.
PexelsSì, senza attribuzione obbligatoriaNon far sembrare che persone o marchi nella foto raccomandino il tuo prodotto.
PixabaySì, senza attribuzione obbligatoriaCon marchi riconoscibili nella foto, niente uso commerciale legato a prodotti o servizi.
Immagini «solo per uso editoriale» (per esempio su Adobe Stock)NoNon si usano per fini commerciali, come la pubblicità: scegli immagini senza quella dicitura.

Per cercare su Google solo immagini con una licenza dichiarata, in Google Immagini fai clic su Strumenti → Diritti di utilizzo e scegli Licenze Creative Commons; poi apri «Dettagli licenza» sotto la foto. Google stesso avverte di verificare sempre la licenza sul sito che la ospita.

La procedura, dal telefono al blog

  1. 1Controlla di poter usare la foto: scattata da te, con licenza scritta o da un archivio di cui hai letto le condizioni. Se ci sono persone riconoscibili, serve la liberatoria.
  2. 2Misura la colonna del tuo blog e raddoppiala: è la larghezza a cui esportare.
  3. 3Lavora sempre su una copia e tieni da parte l’originale.
  4. 4Ritaglia nella proporzione scelta per quel posto: 16:9 per la copertina, 4:3 o 1:1 dentro l’articolo.
  5. 5Riduci la foto alla larghezza decisa, senza mai ingrandirla.
  6. 6Esporta in WebP e confronta qualità e peso in Squoosh prima di scegliere.
  7. 7Togli i metadati (Exif, XMP e IPTC), soprattutto la posizione, se la foto viene dal telefono.
  8. 8Rinomina il file con parole che descrivono la foto, separate da trattini.
  9. 9Dopo il caricamento scrivi il testo alternativo, descrivendo quello che si vede.

Gli errori che rovinano una buona foto

  • !Caricare la foto così come esce dal telefono: WordPress la rimpicciolisce solo se è enorme, e conserva comunque l’originale sul server.
  • !Ingrandire un’immagine troppo piccola per arrivare alla larghezza giusta: diventa sgranata. Meglio scattarne un’altra.
  • !Riempire il testo alternativo di parole chiave: non aiuta chi usa uno screen reader e può far sembrare il sito spam agli occhi di Google.
  • !Usare sul blog di un’azienda foto con licenza «non commerciale» o «solo per uso editoriale».
  • !Pubblicare la foto di un cliente o di un dipendente senza una liberatoria firmata.

Se le foto te le fornisce qualcun altro, chiedi per iscritto la licenza di ognuna. Per riusare la stessa immagine fuori dal blog c’è la guida su come trasformare un articolo in post social.

Le foto sono metà del lavoro; l’altra metà è il testo che le accompagna. Se vuoi vedere un articolo scritto sul tuo settore, con il modulo di questa pagina puoi chiederne uno di prova, gratis.

Fonti

Guida aggiornata il 22 settembre 2026.

FAQ · 5 risposte

Domande frequenti

Non trovi la risposta?

Scrivici: ti rispondiamo per email.

Posso usare immagini create con l’intelligenza artificiale?

Sì, se i termini dello strumento lo permettono, con due cautele. Non generare persone, marchi o personaggi riconoscibili. E sappi che la legge protegge le opere dell’ingegno umano, anche create con l’aiuto dell’AI, «purché costituenti risultato del lavoro intellettuale dell’autore»: un’immagine ottenuta con un solo comando potrebbe non essere tutelata.

Meglio WebP o AVIF?

AVIF può pesare ancora meno: secondo web.dev, in alcuni test oltre il 50% in meno di un JPEG, ma è supportato meno di WebP. WordPress lo accetta dalla versione 6.5, se il server lo gestisce. Per un blog aziendale WebP resta la scelta più semplice.

Quanto deve pesare al massimo un’immagine?

Non esiste un limite ufficiale. La guida di web.dev suggerisce di provare più livelli di compressione finché trovi il compromesso tra qualità e peso, e Google consiglia di misurare la velocità della pagina con PageSpeed Insights. Nella nostra prova una copertina da blog è scesa a circa 100 KB.

Le foto dei miei dipendenti al lavoro si possono pubblicare?

Serve il loro consenso, come per chiunque sia riconoscibile nella foto. Meglio per iscritto, con l’indicazione di dove userai le immagini, per esempio il blog e i social dell’azienda; e ricordati di quelle foto quando una persona lascia l’azienda.

E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?

Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.

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