Guida · Strategia
Content strategy per PMI: da dove partire
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Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
Una content strategy per una PMI sta in una pagina: un obiettivo che si può contare, un lettore preciso, da tre a cinque temi in cui sei competente, pochi formati, le ore che hai davvero e i numeri da controllare ogni mese. Il calendario viene dopo.
- Google Search Console
- documento condiviso
- foglio di calcolo
- Livello base
Strategia e calendario rispondono a domande diverse. La strategia decide cosa pubblichi e perché; il calendario editoriale decide quando. Se salti la prima, il calendario si riempie di titoli scelti a caso. Se parti da zero, qui compili una scheda di una pagina, sette righe, che poi passerai al calendario.
La scheda: sette righe su una pagina
| Riga | La domanda a cui rispondi | Risposta da evitare |
|---|---|---|
| Obiettivo | Quale risultato conti tra sei mesi, e dove lo conti? | «Aumentare la visibilità» |
| Lettore | Chi legge, cosa sa già, cosa lo frena prima di comprare? | «Chiunque sia interessato ai nostri prodotti» |
| Temi | Su quali argomenti, da tre a cinque, hai prove che gli altri non hanno? | Un tema per ogni prodotto a catalogo |
| Formati | Quali due o tre forme di articolo userai, e a cosa serve ciascuna? | «Un po’ di tutto, poi vediamo» |
| Tempo | Quante ore al mese puoi dare, e chi le mette? | Il numero di articoli deciso prima di contare le ore |
| Misura | Quali tre numeri guardi, dove e ogni quanto? | Il traffico totale del sito, marchio compreso |
| Cosa non facciamo | Quali argomenti lasci fuori, e perché? | Riga lasciata vuota |
Un obiettivo solo, che si possa contare
Tra le domande per capire se un sito è pensato per le persone, Google chiede se ha «uno scopo o obiettivo principale» (Creare contenuti utili). È lo scopo per chi legge, non un risultato di vendita che Google misura o premia.
Il numero da controllare serve a te. Per un blog aziendale gli obiettivi utili sono tre, e ognuno si conta in un posto diverso: scegline uno come principale e lascia gli altri sulla scheda come secondari.
- Farti trovare da chi non ti conosce: si conta in Search Console, con i clic da ricerche che non contengono il nome dell’azienda.
- Ricevere richieste: si conta dal modulo, con la pagina da cui parte ogni richiesta. Come impostarlo è nella guida su come usare il blog per generare contatti.
- Rispondere prima alle domande dei clienti: si conta chiedendo a chi sta al telefono quante volte al mese manda il link a un articolo invece di rispiegare tutto.
Scrivilo in una frase con un luogo, una scadenza e il posto dove lo conterai. «Più visibilità» non si può verificare. «Più richieste di sopralluogo da Treviso e provincia entro marzo, contate dal modulo» sì.
Il lettore: cosa sa già e cosa lo frena
Descrivi una persona sola: quella che ti porta più lavoro. Bastano quattro risposte: chi è, cosa sa già, cosa teme prima di comprare, con quali parole cerca. L’ultima conta più di quanto sembri: Google osserva che chi conosce bene un argomento può cercare con parole diverse da chi è alle prime armi (Guida introduttiva alla SEO).
Un installatore scrive «vetrocamera basso emissivo»; il cliente cerca «finestre che non fanno passare il freddo». Se il tuo lettore è il secondo, usa le sue parole nei titoli e spiega le tue dentro l’articolo.
Da tre a cinque temi, e il motivo per cui sono tuoi
Un tema non è un titolo: è un’area in cui scriverai molti articoli, come «posa e cantiere» o «manutenzione». Tienilo solo se supera tre prove. Le idee per i singoli articoli di ogni tema hanno una guida a parte: come trovare argomenti per il blog.
- I clienti ne chiedono: le domande arrivano da telefonate, email e preventivi, non da una lista di parole chiave.
- Hai prove che altri non hanno: foto dei lavori, casi, listini, misure, errori visti in cantiere.
- Porta vicino a una richiesta: dopo aver letto, il cliente ha un motivo per contattarti. Un tema interessante ma lontano da ciò che vendi resta fuori.
Pochi temi non sono una rinuncia. Google chiede se i contenuti mostrano «esperienza in prima persona» e, tra i segnali d’allarme, elenca il produrre «molti contenuti su argomenti diversi» sperando che qualcuno funzioni, o l’entrare in una nicchia «senza avere competenze reali» (Creare contenuti utili).
Formati: pochi, ciascuno con un compito
| Formato | A cosa serve | Esempio di titolo |
|---|---|---|
| Risposta a una domanda | Togliere un dubbio prima del preventivo | «Quanto dura la posa di una finestra in un appartamento abitato?» |
| Guida pratica | Farsi trovare da chi cerca come scegliere o come fare | «PVC, legno o alluminio: come scegliere le finestre per una casa in pianura» |
| Lavoro raccontato | Mostrare competenza con prove: foto, tempi, problemi risolti | «Dodici finestre sostituite in un condominio anni ’70 a Mestre» |
| Confronto | Aiutare a scegliere tra due soluzioni | «Tapparelle o scuri: cosa cambia per isolamento e manutenzione» |
Due o tre formati bastano. Non fissare una lunghezza: Google dice di non avere preferenze sul numero di parole (Creare contenuti utili). Un articolo è lungo quanto serve per rispondere.
Il tempo: la riga che decide tutte le altre
Parti dalle ore, non dal numero di articoli. Cronometra il primo articolo, dall’idea alla pubblicazione: è il tuo costo vero. Poi dividi il mese in due parti, perché una strategia ha bisogno anche di manutenzione: aggiornare ciò che funziona e rispondere alle domande nuove.
Con dieci ore al mese e tre ore per articolo, per esempio, escono due articoli nuovi e restano quattro ore per aggiornare i vecchi e raccogliere foto e casi. Se le ore non ci sono, la strategia si restringe, non si rimanda. E se non hai tempo per scriverli, c’è chi lo fa per mestiere.
Come misurarla in Search Console
Search Console è gratuita e dice con quali ricerche le persone trovano il blog. Imposta queste viste una volta, poi guardale ogni mese. I nomi dei comandi sono quelli della guida di Search Console su filtri e confronti.
- Apri Rendimento → Risultati di ricerca, fai clic su + Aggiungi filtro, scegli Pagine, poi URL contenenti, e scrivi
/blog/o il percorso del tuo blog. Questo filtro resta in tutte e due le viste. - Nel giorno in cui parte la strategia fai clic destro sul grafico e aggiungi un’annotazione, fino a 120 caratteri. Le annotazioni non si vedono quando confronti due periodi (Annotazioni di Search Console).
- Vista 1, chi non ti conosce: aggiungi il filtro Query e scegli Non correlata al brand. Manca nelle sottoproprietà e nei siti con poche impressioni: in quel caso usa Query non contenenti con il nome dell’azienda (attività e casi d’uso comuni).
- Vista 2, un tema alla volta: al posto del filtro della vista 1 metti un filtro Query Personalizzata (regex), per esempio
(pvc|legno|alluminio)con Corrisponde alla regex. Le due viste non si sommano: sono due filtri sulla stessa dimensione, le query. - In ogni vista, nel filtro della data scegli Confronta: ultimi tre mesi contro i tre precedenti, con granularità settimanale o mensile, così i fine settimana non falsano il confronto.
Cosa aspettarti: Google consiglia di attendere alcune settimane prima di giudicare una modifica, e alcune richiedono diversi mesi (Guida introduttiva alla SEO). Segui le tendenze di impressioni e clic più della posizione media, come suggerisce la guida di Search Console sui casi d’uso. Le richieste non sono lì: si contano dal modulo.
Il primo mese con la scheda in mano
- 1Compila le sette righe della scheda in una seduta sola, con accanto chi parla ogni giorno con i clienti.
- 2Per ogni tema segna una o due domande che i clienti fanno spesso: diventano i primi articoli.
- 3Imposta le viste di Search Console descritte sopra, annota i numeri di partenza e segna la data con un’annotazione.
- 4Scegli i primi tre articoli, uno per tema, e decidi il formato di ciascuno.
- 5Passa la scheda al calendario editoriale: da qui in poi le date le decide lui.
- 6Tieni la scheda accanto a chi scrive e rileggila prima di approvare ogni nuovo titolo.
- 7Fissa la revisione della scheda tra sei mesi, con i numeri di partenza accanto a quelli nuovi.
Gli errori che rendono inutile una strategia
- !Delegare la scheda a chi scriverà gli articoli senza passarci tu: obiettivo, lettore e temi sono scelte d’impresa, non di scrittura.
- !Copiare la strategia di un concorrente grande, che ha una redazione e un budget che tu non hai.
- !Inserire temi regolati, come fisco, salute o sicurezza, senza qualcuno che controlli ogni articolo sulle fonti ufficiali.
- !Scrivere la scheda e poi dimenticarla: il calendario torna a riempirsi di idee sparse nel giro di poche settimane.
- !Cambiare temi dopo quattro settimane perché i numeri non si muovono ancora.
Fonti
- Creare contenuti utili, affidabili e pensati per le persone, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Guida introduttiva alla SEO: nozioni di base, Google Search Central (consultata il 22 settembre 2026)
- Report sul rendimento (risultati di ricerca): filtro e confronto avanzati, Guida di Search Console (consultata il 22 settembre 2026)
- Report sul rendimento (risultati della Ricerca): attività e casi d’uso comuni, Guida di Search Console (consultata il 22 settembre 2026)
- Annotazioni di Search Console, Guida di Search Console (consultata il 22 settembre 2026)
Guida aggiornata il 22 settembre 2026.
Quanti temi se l’azienda fa tante cose diverse?
Sempre al massimo cinque alla volta. Scegli quelli che portano più margine o più richieste e metti gli altri in lista d’attesa per la revisione successiva. Un tema può coprire prodotti simili: «finestre in PVC, legno e alluminio» conta come uno.
Serve una strategia scritta anche se affido il blog a qualcun altro?
Sì, anzi di più: è il brief che consegni. Senza obiettivo, lettore e temi, chi scrive sceglie da solo e rischia di finire sugli argomenti più generici.
Cosa faccio se un tema non ha impressioni dopo tre mesi?
Prima controlla che gli articoli siano indicizzati, in Indicizzazione → Pagine. Se lo sono, leggi le query delle pagine vicine: forse il lettore usa parole diverse dalle tue. Se alla revisione il tema è ancora muto e non ha portato richieste, sostituiscilo con quello in lista d’attesa.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.