Guida · Distribuzione
Come creare una newsletter aziendale
- Livello intermedio
- 8 passaggi
- Gratis
Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
Per creare una newsletter aziendale servono iscritti con un consenso valido, uno strumento con piano gratuito e un formato fisso costruito sul blog. Senza consenso puoi scrivere solo ai clienti, via email, su prodotti simili a quelli comprati e lasciandoli liberi di opporsi.
- piano gratuito di Mailchimp, MailerLite o Brevo
- modulo di iscrizione del sito
- Google Analytics 4
- Livello intermedio
Una newsletter non trova clienti nuovi da sola: arriva a chi ti conosce già e ha chiesto di sentirti. È però uno dei pochi canali che non dipendono dal feed di un social.
Cosa fa davvero una newsletter per una piccola impresa
| Cosa fa | Cosa non fa |
|---|---|
| Ricorda che esisti a chi ha già comprato, tra un acquisto e l’altro | Farti conoscere da chi non sa che esisti: per quello servono Google e il passaparola |
| Porta lettori sugli articoli nuovi del blog: è uno dei passi per promuovere un articolo | Sostituire il blog: il link deve portare a una pagina utile |
| Annuncia per prima novità, stagioni e date del negozio | Funzionare se scrivi solo per gli sconti |
| Arriva nella casella di chi si è iscritto, non in un feed | Dirti con precisione chi l’ha letta: le aperture si misurano male |
A chi puoi scriverla: consenso e soft opt-in
La regola sta nell’art. 130 del Codice privacy: le email promozionali si mandano con il consenso di chi le riceve (Normattiva). Il consenso deve essere libero, specifico, informato e inequivocabile, dato con un’azione positiva: il silenzio o una casella già spuntata non valgono (GDPR, art. 4 e considerando 32).
L’eccezione è il cosiddetto soft opt-in (art. 130, comma 4). Ai clienti che ti hanno dato l’email comprando un prodotto o un servizio puoi scrivere senza consenso, ma solo per tuoi prodotti o servizi analoghi, se li hai informati e non si sono opposti. Quando raccogli l’indirizzo, e in ogni email, ricorda che possono opporsi gratis e facilmente.
Il Garante ne ha precisato i confini. Vale solo per la posta elettronica, non per SMS o WhatsApp (Garante, 2013). E serve una vendita vera: nel provvedimento del 18 giugno 2026 non l’ha riconosciuto per un utente che non aveva mai confermato la registrazione, e che negava di essersi iscritto: mancava la prova del contratto (Garante, 2026).
Senza consenso, quindi, restano fuori dalla lista:
- gli indirizzi trovati su siti web, elenchi o registri pubblici, anche se chiunque può vederli (Garante, 2013);
- le PEC prese dall’indice nazionale di imprese e professionisti, per le stesse linee guida;
- per prudenza, chi ti ha dato un biglietto da visita o chiesto un preventivo senza comprare, se non ha detto sì: il Garante lega il soft opt-in alla prova di un contratto (Garante, 2026);
- le liste comprate o prestate, se non puoi dimostrare un consenso valido anche per le tue email.
Il modulo e la conferma: le frasi da copiare
Nel modulo, la casella della newsletter deve essere separata dal resto e non spuntata. Attenzione alla casella «Ho letto l’informativa»: nel provvedimento del 2026 il Garante ha rilevato che un modulo con quella sola casella non raccoglieva alcun consenso per le comunicazioni commerciali (Garante, 2026).
- Casella, non spuntata: «Voglio ricevere la vostra newsletter: un’email al mese con gli articoli nuovi del blog e le novità del negozio. Posso cancellarmi quando voglio.»
- Sotto la casella: il link all’informativa: chi tratta i dati, per quali scopi, per quanto tempo, con quali diritti (GDPR, art. 13).
- Email di conferma: «Hai chiesto di ricevere la nostra newsletter. Tocca il pulsante qui sotto per confermare. Se non sei stato tu, ignora questa email: senza conferma non ti scriveremo.»
Quel secondo passaggio è il doppio opt-in. Nessuna legge lo nomina, ma il Garante lo considera «allo stato dell’arte, una misura minima di protezione». Vale anche un’altra misura, purché offra «un pari livello di garanzia»: su carta, la prova è il foglio firmato. Un registro con solo IP, data e ora non è bastato (Garante, 2025).
Cosa ci metti dentro: il blog fa metà del lavoro
Il formato più facile da tenere parte dagli articoli del mese, sempre nello stesso ordine:
- Oggetto: la domanda a cui risponde l’articolo principale, non «Newsletter di novembre».
- Anteprima: la riga accanto all’oggetto; completa la domanda invece di ripeterla.
- Apertura: l’articolo principale in tre righe, con il link tracciato con
utm_medium=email(come funzionano i parametri UTM). - Due brevi: gli altri articoli, una riga ciascuno.
- Dal negozio: una novità o una data, senza trasformare tutto in un volantino.
- Piede: chi sei, indirizzo e contatti, perché ricevi questa email, link per cancellarti.
Il piede non è un dettaglio: la legge vieta le email promozionali che nascondono il mittente o non danno un recapito per esercitare i diritti (art. 130, comma 5). Chi si oppone al marketing esce dalla lista, e revocare il consenso deve essere facile come darlo (GDPR, artt. 7 e 21).
Sulla frequenza, una regola nostra e non di legge: ogni numero usa tre articoli, uno in apertura e due brevi. Con quattro articoli al mese fai un invio e ne tieni uno di scorta; con otto, due. Scegli un giorno fisso e scrivilo accanto alla casella; per raccogliere iscritti, vedi come usare il blog per generare contatti.
Gli strumenti con piano gratuito, letti il 22 settembre 2026
| Strumento | Piano gratuito | Doppio opt-in e limiti da sapere |
|---|---|---|
| Mailchimp | 1 utente, fino a 250 contatti, 500 invii al mese e non più di 250 al giorno (Mailchimp) | Doppio opt-in attivabile per ogni pubblico (Mailchimp); nel piano gratuito niente programmazione degli invii, e il marchio Mailchimp resta |
| MailerLite | Fino a 250 iscritti, 2.500 email al mese, 2 utenti, 3 automazioni (MailerLite) | Doppio opt-in attivo di default nei moduli, ma l’email di conferma si modifica solo a pagamento (MailerLite); il logo resta |
| Brevo | Fino a 300 email al giorno, una volta approvato l’account (Brevo) | Doppio opt-in nei moduli, con registro dei consensi (Brevo); togliere il logo Brevo è una funzione a pagamento |
Fai il conto: con 250 iscritti, il piano gratuito di Mailchimp permette due invii al mese, perché gli invii mensili sono 500 (Mailchimp); quello di MailerLite dieci, con 2.500 email (MailerLite). All’inizio il limite vero è avere 250 iscritti.
Invia da un indirizzo con il dominio del tuo sito, non da uno Gmail, e fai attivare SPF o DKIM: Gmail li chiede a chi scrive ai suoi account personali. Chi manda più di 5.000 messaggi al giorno a indirizzi Gmail deve avere SPF, DKIM e DMARC e la disiscrizione con un clic (Google).
Quando conviene aspettare
Una lista cresce piano: gli iscritti arrivano da chi compra, dal modulo e dagli articoli. Se non riesci a scrivere almeno ogni due mesi, aspetta: dopo mesi di silenzio rischi di scrivere a chi non ricorda di essersi iscritto. Nei casi dubbi, senti un consulente privacy.
Se non hai ancora articoli per la prima newsletter, chiedici un articolo di prova gratuito con il modulo di questa pagina: può diventarne l’apertura.
Dalla prima casella al primo invio
- 1Decidi cosa ricevono gli iscritti e ogni quanto, con un giorno fisso, e scrivilo accanto alla casella di iscrizione.
- 2Scegli uno strumento con piano gratuito e invia dal dominio del sito, con SPF o DKIM attivi.
- 3Prepara il modulo: casella separata e non spuntata, link all’informativa, doppio opt-in attivo.
- 4Tieni separati i clienti che hanno comprato, per il soft opt-in, e gli iscritti con consenso, annotando la provenienza di ogni indirizzo.
- 5Al momento dell’acquisto avvisa i clienti che riceveranno email su prodotti simili e che possono opporsi in ogni momento.
- 6Costruisci il modello fisso: oggetto con una domanda, apertura con l’articolo principale, due brevi, una novità, piede completo.
- 7Manda una prova a te stesso, controlla link e UTM, poi programma l’invio, o invialo a mano se il piano non lo consente.
- 8Dopo una settimana guarda clic, risposte e cancellazioni, e verifica che chi ha chiesto di uscire sia fuori dalla lista.
Gli errori che costano iscritti, o una sanzione
- !Spuntare in anticipo la casella della newsletter o affidarsi a «Ho letto l’informativa»: in nessuno dei due casi hai un consenso valido.
- !Caricare in lista indirizzi trovati online, biglietti da visita o preventivi mai chiusi: senza consenso né prova di una vendita, non hai una base per scrivere a quelle persone.
- !Usare il soft opt-in per SMS o messaggi WhatsApp: l’eccezione vale solo per l’email.
- !Mandare la newsletter dalla tua casella con tutti i destinatari in copia: indirizzi visibili a tutti, nessun link per cancellarsi, nessuna traccia dei consensi.
- !Giudicare la newsletter dalle aperture: su iPhone, con la protezione della privacy di Mail, il dato non è affidabile. Guarda clic e risposte.
Fonti
- Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice privacy), art. 130, Normattiva (consultata il 22 settembre 2026)
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), testo in italiano, EUR-Lex (consultata il 22 settembre 2026)
- Linee guida in materia di attività promozionale e contrasto allo spam – 4 luglio 2013, Garante per la protezione dei dati personali (consultata il 22 settembre 2026)
- Provvedimento del 18 giugno 2026 [10269624], Garante per la protezione dei dati personali (consultata il 22 settembre 2026)
- Provvedimento del 4 giugno 2025 [10143278], Garante per la protezione dei dati personali (consultata il 22 settembre 2026)
- Piani tariffari di Mailchimp, Mailchimp (consultata il 22 settembre 2026)
- About Double Opt-in, Mailchimp (consultata il 22 settembre 2026)
- Simple, Transparent Pricing, MailerLite (consultata il 22 settembre 2026)
- How To Use Double Opt-In When Collecting Subscribers, MailerLite (consultata il 22 settembre 2026)
- Piani tariffari, Brevo (consultata il 22 settembre 2026)
- Doppio opt-in (DOI): cos’è e come monitorare le iscrizioni degli utenti, Brevo (consultata il 22 settembre 2026)
- Linee guida per i mittenti di email, Google (consultata il 22 settembre 2026)
- Utilizzare la protezione della privacy di Mail su iPhone, Apple (consultata il 22 settembre 2026)
- Come usare le liste broadcast nell’app WhatsApp Business, WhatsApp (consultata il 22 settembre 2026)
Guida aggiornata il 22 settembre 2026.
Posso scrivere ai clienti di cui ho già l’email, per esempio da vecchi ordini?
Con il soft opt-in sì, a quattro condizioni: te l’hanno data comprando, scrivi di tuoi prodotti o servizi analoghi, al momento della raccolta li avevi informati che potevano opporsi e non l’hanno fatto; e in ogni email ricordi come opporsi (art. 130, comma 4). Se quell’avviso allora mancava, raccogli il consenso alla prossima occasione, per esempio con un nuovo ordine.
Devo tenere un registro dei consensi?
Devi poter dimostrare il consenso (GDPR, art. 7). Conserva data, modulo, conferma del doppio opt-in, testo della casella e versione dell’informativa valida quel giorno: nel 2025 il Garante non ha ritenuto idoneo un registro con solo IP, data e ora, perché non diceva a cosa si era acconsentito (Garante, 2025). Su carta, conserva i fogli firmati.
Posso mandare la newsletter su WhatsApp invece che per email?
Per i messaggi promozionali su WhatsApp valgono le stesse regole sul consenso, e il soft opt-in non si applica (Garante, 2013). In più, le liste broadcast di WhatsApp Business arrivano solo a chi ha salvato il tuo numero in rubrica (WhatsApp).
Ogni quanto posso scrivere senza che si cancellino?
Non esiste un numero valido per tutti. Conta la promessa: se accanto alla casella hai scritto «un’email al mese», rispettala. Qualche cancellazione dopo ogni invio è normale; se aumentano dopo un cambio di ritmo o di contenuto, hai la risposta.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.