Guida · GEO e intelligenza artificiale
Cos'è la GEO e come si fa
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Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
GEO sta per generative engine optimization: il nome arriva da uno studio del 2023 e indica il lavoro per rendere un sito usabile dagli assistenti che scrivono risposte. Google dice che resta SEO. Quello che non controlli è più grande di quello che controlli.
- Google Search Console
- il file robots.txt del tuo sito
- ChatGPT e Gemini nella versione gratuita
- un foglio di calcolo
- Livello base
La sigla è arrivata prima della cosa. Oggi trovi corsi, pacchetti e profili che si presentano come esperti di GEO, mentre le aziende che gestiscono gli assistenti pubblicano documentazione molto più prudente. Conviene leggere prima quella documentazione e poi i preventivi.
Il nome viene da un articolo accademico del 2023
Il termine nasce in «GEO: Generative Engine Optimization», di Pranjal Aggarwal, Vishvak Murahari, Tanmay Rajpurohit, Ashwin Kalyan, Karthik Narasimhan e Ameet Deshpande, pubblicato su arXiv il 16 novembre 2023 e accettato alla conferenza KDD del 2024. Non nasce in un’agenzia.
Gli autori hanno costruito un banco di prova, GEO-bench, con 10.000 domande e le prime cinque pagine di Google per ognuna, e hanno misurato quanto spazio prende una fonte dentro la risposta generata. Le misure sono due: le parole citate pesate per posizione e un giudizio soggettivo.
I tre interventi che hanno funzionato meglio sono banali da descrivere: citare le fonti, aggiungere citazioni dirette, aggiungere statistiche, con guadagni dichiarati fra il 30% e il 40% sulla prima misura. Riempire la pagina di parole chiave non ha funzionato.
Il dato più interessante per una piccola azienda è un altro. Nello stesso studio, citare le fonti ha alzato la visibilità del 115,1% per il sito che stava quinto nei risultati, mentre il primo ha perso in media il 30,3%. Chi è piccolo ha più da guadagnare.
I limiti vanno detti. Lo studio è del 2023, il motore principale era costruito dagli autori con GPT-3.5, e l’unico servizio reale provato è stato Perplexity su duecento domande. Non è il regolamento di ChatGPT o di Google nel 2026.
Cosa dice Google del nome, e cosa dice di non fare
Nel maggio 2026 Google ha pubblicato una guida apposita. Definisce AEO e GEO come termini usati per il lavoro sulla visibilità negli strumenti di ricerca AI, e conclude che ottimizzare per la ricerca generativa è ancora SEO. L’ultimo aggiornamento dichiarato è il 10 luglio 2026.
La parte utile è l’elenco di ciò che non serve fare: nessun file nuovo leggibile dalle macchine, nessun file di testo per le AI, nessun dato strutturato speciale, nessun obbligo di spezzare il testo in pezzetti. Su llms.txt la stessa guida scrive che la Ricerca non lo usa.
Attenzione al confine: quel testo riguarda le funzioni AI dentro la Ricerca Google. Non riguarda ChatGPT, Claude o Perplexity, dove valgono documentazioni diverse, con bot diversi. Chi ti vende «GEO» dovrebbe dirti, prima di tutto, di quale motore sta parlando.
Gli interventi che stanno davvero sotto il nome
Togliendo il marketing, il lavoro che oggi si chiama GEO si riduce a cinque cose. Le prime due le fa già chiunque abbia un sito curato, e questo spiega perché la sigla irrita chi lavora sul web da anni.
- Accesso: la pagina è indicizzata, non blocca i bot che servono alle risposte e mostra il testo senza bisogno di JavaScript.
- Forma della pagina: una domanda per pagina, la risposta nelle prime righe, un fatto per frase, la data in chiaro.
- Dati d’azienda: nome, indirizzo, telefono e attività scritti allo stesso modo sul sito e fuori dal sito.
- Presenza di terzi: elenchi di settore, associazioni, albi, testate locali. È ciò che i modelli trovano quando non trovano te.
- Registro: un foglio con domande fisse, date e risposte ottenute, perché senza registro non sai se è cambiato qualcosa.
Le prime due voci sono SEO da quindici anni. La terza e la quarta sono lavoro d’ufficio, non di tecnica. La quinta è la sola novità vera, e serve a non raccontarsi storie. Il confronto riga per riga con la SEO sta nella guida sulla differenza tra SEO e GEO.
AEO, LLMO, AI SEO: tre nomi, un lavoro
Chi vende cambia sigla ogni sei mesi. La cosa da sapere è che non indicano mestieri diversi: indicano lo stesso insieme di interventi, visto da angoli diversi. La tabella serve a non pagare tre volte la stessa cosa.
| Sigla | Per cosa sta | Cosa indica in pratica |
|---|---|---|
| GEO | Generative engine optimization | Il termine dell’articolo del 2023: farsi usare come fonte dentro una risposta scritta da un modello. |
| AEO | Answer engine optimization | Nato per i riquadri di risposta, oggi usato come sinonimo di GEO. Google lo nomina e lo rimanda alla SEO. |
| LLMO | Large language model optimization | Sposta l’accento sui modelli invece che sui motori. Nelle pagine ufficiali di Google lette il 23 ottobre 2026 non compare: AEO e GEO sì. |
| AI SEO | Nessuna definizione condivisa | A volte indica il lavoro qui sopra, a volte l’uso dell’AI per fare SEO. Chiedi sempre quale dei due. |
Cosa si può misurare, oggi, senza pagare niente
Dentro Google qualcosa si misura. Dal 31 agosto 2026 il report sul rendimento per l’AI generativa è attivo su tutti i siti: dice quante volte un tuo link è comparso nelle funzioni AI della Ricerca.
Quella pagina d’aiuto non parla di limiti: elenca una misura sola, le impressioni, e mette AI Overviews e AI Mode nello stesso conteggio. Clic e query non ci sono, e l’unica esclusione dichiarata riguarda gli esperimenti di Search Labs. L’effetto sul traffico sta nella guida sull’impatto delle AI Overviews.
Fuori da Google non c’è niente di simile. Nella documentazione per i siti di OpenAI e di Perplexity, letta il 21 ottobre 2026, puoi consentire o bloccare un bot, non vedere quante volte sei stato citato. Resta il metodo artigianale, descritto nella guida su sapere se ChatGPT cita il tuo sito.
Il perimetro: le cose che nessuno controlla
Qui sta la parte che i corsi saltano. Nella pagina sulle funzioni AI, Google scrive che essere indicizzati e pubblicati non è cosa garantita nemmeno quando i requisiti ci sono. Pagina letta il 21 ottobre 2026, ultimo aggiornamento dichiarato il 10 dicembre 2025.
Non esiste una procedura per inviare il sito a un modello. Nella documentazione di OpenAI ci sono quattro bot con compiti distinti, e un solo modo di influire su ciò che compare: consentire o vietare OAI-SearchBot nel robots.txt. Non c’è un modulo di iscrizione.
E non si compra. L’unico percorso a pagamento documentato è la pubblicità: OpenAI dichiara un bot, OAI-AdsBot, che controlla le pagine di destinazione degli annunci. Sono annunci etichettati, non citazioni. Nessuno può garantire di essere citato, e chi lo promette ti sta descrivendo un altro prodotto.
Infine la variabilità. Quando un utente fa una domanda, ChatGPT può aprire una pagina in quel momento per rispondergli: ciò che il modello legge dipende dalla domanda di quella persona. Due prove a dieci minuti di distanza possono dare fonti diverse.
Leggere un preventivo di GEO con la documentazione in mano
Da dove parti, in otto mosse
- 1Scrivi su un foglio le dieci domande che i clienti ti fanno davvero al telefono, con le parole loro e non con le tue.
- 2Controlla che le pagine siano indicizzate: cerca `site:tuosito.it` su Google e apri il report Pagine di Search Console.
- 3Apri `tuosito.it/robots.txt` e verifica di non bloccare Googlebot, OAI-SearchBot e PerplexityBot. L’uso dei testi per addestrare Gemini si nega a parte, con [Google-Extended](https://developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/google-common-crawlers), che non tocca la Ricerca.
- 4Per tre delle domande del foglio, riscrivi la risposta nelle prime righe della pagina, con una data e il nome di chi firma.
- 5Aggiorna i dati d’azienda dove compaiono fuori dal sito: scheda Google, associazioni di categoria, albi, elenchi di settore.
- 6In Search Console apri il report sul rendimento per l’AI generativa e annota le impressioni di partenza, con la data del giorno.
- 7Fissa cinque domande di prova, ponile a ChatGPT e a Gemini, e annota chi nominano e quali fonti mostrano.
- 8Rimetti mano a tutto dopo tre mesi: confronta il foglio con quello di partenza e cambia solo ciò che hai capito.
Gli errori che costano tempo e soldi
- !Comprare un pacchetto «GEO» perché dice di inserirti nelle risposte: non esiste un invio, né un elenco a cui iscriversi.
- !Lasciare la SEO tecnica per dedicarsi alla GEO: senza indicizzazione e senza snippet non entri in nessuna risposta generata.
- !Pubblicare un file llms.txt e considerare il lavoro finito: la Ricerca Google non lo usa, e un elenco vecchio confonde.
- !Leggere le impressioni del report AI come se fossero visite: contano le volte in cui un tuo link è stato mostrato.
- !Chiedere al modello «parlami di noi» e fermarsi lì: è la domanda che nessun cliente farebbe mai.
Una nota su di noi, una volta sola: blogaziendali.it scrive articoli per le PMI usando l’AI e lo dichiara, con un metodo editoriale pubblico. Non vendiamo posizionamento e non abbiamo una dashboard. Della GEO, la parte che vale resta scrivere pagine che rispondono a domande vere.
Fonti
- GEO: Generative Engine Optimization (arXiv:2311.09735), arXiv — Aggarwal, Murahari, Rajpurohit, Kalyan, Narasimhan, Deshpande (consultata il 21 ottobre 2026)
- GEO: Generative Engine Optimization — testo completo (versione 3), arXiv (consultata il 21 ottobre 2026)
- Optimizing your website for generative AI features on Google Search, Google Search Central (consultata il 23 ottobre 2026)
- AI features and your website, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Third-party SEO services and tools, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Generative AI performance report (Search), Guida di Google Search Console (consultata il 23 ottobre 2026)
- Bots — OpenAI crawlers and user agents, OpenAI Developers (consultata il 21 ottobre 2026)
- Perplexity Crawlers, Perplexity Docs (consultata il 21 ottobre 2026)
- Google crawlers: Googlebot e il token Google-Extended, Google Search Central (consultata il 23 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.
Chi ha coniato il termine GEO?
Sei ricercatori, in un articolo del novembre 2023 poi accettato alla conferenza KDD del 2024. Non un’agenzia e non Google. Il nome è nato per descrivere un esperimento di misura, e questo spiega perché le aziende che gestiscono gli assistenti non lo usano nelle loro pagine.
Esiste una certificazione o un albo di esperti GEO?
No. Google scrive che non valuta i servizi di terze parti, quindi chi dice di essere approvato o certificato da Google afferma una cosa che Google stesso smentisce. Chiedi piuttosto quali pagine ufficiali ha letto, e quando.
Posso pagare per entrare nelle risposte degli assistenti?
Puoi comprare annunci, etichettati come tali: OpenAI documenta un bot dedicato alle pagine degli annunci. Le citazioni dentro la risposta non risultano in vendita in nessuna delle documentazioni citate qui. Diffida di chi offre inserimenti a listino.
Il mio sito è piccolo: vale la pena?
Dipende da quante domande ricevi che si possono mettere per iscritto. Se i clienti ti chiamano sempre per le stesse quattro cose, quelle quattro pagine servono comunque, anche se nessun assistente ti citasse. Se vendi solo in negozio, viene prima la scheda Google.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.