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Guida · Scrittura

Come definire il tono di voce aziendale

Una scheda di una pagina da copiare, frasi prima e dopo, e gli archetipi di marca usati con giudizio.
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In breve

Il tono di voce si definisce con decisioni scritte, non con aggettivi: tu o Lei, parole da usare e da evitare, come rispondi a un reclamo, come scrivi date e prezzi. Parti dai testi che funzionano con i tuoi clienti e riassumi tutto in una scheda di una pagina.

  • documento condiviso di una pagina
  • archivio delle email inviate
  • Livello intermedio

Il tono di voce è il modo in cui la tua azienda suona per iscritto: sul sito, nelle email, nei preventivi, sul blog. Ce l’hanno tutte le aziende. La differenza è se è deciso o casuale, e se resta riconoscibile quando a scrivere è un collega, un’agenzia o un assistente AI.

Perché «professionali e cordiali» non è un tono di voce

Sono aggettivi che sceglierebbe qualsiasi azienda, quindi non aiutano nessuno a scrivere una frase. Il tono diventa utile quando si trasforma in decisioni applicabili: dare del tu o del Lei, scrivere «preventivo» o «offerta», «entro venerdì» o «a breve», spiegare un ritardo o limitarsi a scusarsi.

Per arrivarci aiuta la griglia di Nielsen Norman Group, che descrive il tono su quattro dimensioni: formale o informale, serio o scherzoso, rispettoso o irriverente, entusiasta o asciutto. Il consiglio è tenere costante la personalità dell’azienda e adattare il tono all’argomento e allo stato d’animo di chi legge: un reclamo non si tratta come una novità in vetrina.

Gli archetipi di marca: da dove vengono e dove si fermano

Il sistema dei dodici archetipi di marca viene da «The Hero and the Outlaw» di Margaret Mark e Carol S. Pearson, McGraw-Hill, 2001. Riprende gli archetipi di Jung: nella scheda del libro si legge che i marchi più riusciti corrispondono a schemi fondamentali dell’inconscio, chiamati archetipi. Le dodici figure sono in quattro gruppi da tre:

  • il desiderio di paradiso: Innocente, Esploratore, Saggio (Innocent, Explorer, Sage);
  • lasciare un segno nel mondo: Eroe, Fuorilegge, Mago (Hero, Outlaw, Magician);
  • nessuno è un’isola: Persona comune, Amante, Giullare (Regular Guy/Gal, Lover, Jester);
  • dare una struttura al mondo: Angelo custode, Creatore, Sovrano (Caregiver, Creator, Ruler).

Usati bene, servono ad avviare una discussione interna: siete più un Saggio, che spiega, o un Angelo custode, che rassicura? Un idraulico «Saggio» apre con «Ecco perché succede»; un «Angelo custode» con «Niente panico: per prima cosa chiudi la valvola». Sono due toni diversi, entrambi credibili.

I limiti sono tre. Il libro ragiona su grandi marchi di consumo, come Nike e Marlboro (scheda del libro), non su aziende che i clienti conoscono di persona. Un’etichetta non dice come scrivere una frase: dopo averla scelta, resta tutto da decidere. E si è tentati di scegliere l’archetipo che lusinga invece di quello che i clienti riconoscerebbero.

Se ti aiutano, usali come punto di partenza. Se no, saltali: la scheda qui sotto funziona anche senza.

Il punto di partenza: le frasi che scrivete già

Il tono non si inventa, si trova nei testi che avete già. I più utili sono le risposte ai reclami e i messaggi scritti di fretta: lì si vede come parlate davvero. Le frasi che un cliente riconoscerebbe anche senza firma sono la base della scheda; quelle che potrebbe aver scritto chiunque diventano gli esempi da evitare.

Poi decidi tra tu e Lei. L’Accademia della Crusca ricorda che la scelta dipende dalla confidenza e che, se ce n’è poca, si usa il Lei; nota anche che il tu si è molto esteso e che la maiuscola di cortesia è facoltativa. Il problema non è usare forme diverse su canali diversi, ma cambiare a caso da un’email all’altra.

La scheda del tono di voce, in una pagina da copiare

Copia questa tabella in un documento e riscrivi la colonna di destra per la tua azienda. Qui è compilata per una falegnameria inventata, perché si veda il livello di dettaglio che serve: frasi pronte, non aggettivi.

Voce della schedaEsempio compilato: una falegnameria in Brianza
Chi siamo, in una fraseFacciamo su misura mobili e porte in legno massello, dal rilievo al montaggio.
A chi scriviamoFamiglie che ristrutturano casa e architetti che seguono il cantiere.
Tu o LeiTu sul sito, sul blog e sui social. Lei nei preventivi, nelle email e nelle risposte alle recensioni, senza maiuscola di cortesia, finché il cliente non passa al tu.
Tre tratti, con il loro confineChiari, ma non semplicistici. Pratici, ma non freddi. Onesti sui tempi, anche quando la notizia non piace.
Parole che usiamorilievo, massello, montaggio, «le mandiamo le foto del lavoro»
Parole che evitiamoeccellenza, passione, soluzioni innovative, «a breve», «disguidi tecnici»
Date, misure e prezziDate precise («entro il 14 marzo»), misure in centimetri. Ai privati il prezzo finale IVA inclusa, come chiede il Codice del consumo (artt. 48 e 49); agli architetti anche l’imponibile.
Quando c’è un problemaPrima il fatto, poi la nuova data, poi le scuse, senza giri di parole.
Come chiudiamoCon il passo successivo, un giorno e un nome: «Giovedì mattina la chiama Marco per fissare il rilievo».
FirmaNome e ruolo di chi scrive, mai «lo staff».
Frase di prova per il sito«Il rilievo lo facciamo a casa tua: ci vuole un’ora, e da lì prepariamo il disegno.»

La scheda sta in una pagina di proposito: chi scrive deve poterla tenere aperta accanto al testo. Se diventa un manuale di dieci pagine, nessuno la apre.

Cinque frasi, prima e dopo la scheda

Come si costruisce la scheda, passo per passo

  1. 1Raccogli una ventina di testi già inviati ai clienti: email, preventivi, risposte alle recensioni, pagine del sito, messaggi.
  2. 2Segna le frasi che suonano vostre e quelle che potrebbero essere di chiunque, e chiedi a un collega di fare lo stesso.
  3. 3Collocati sulle quattro dimensioni: formale o informale, serio o scherzoso, rispettoso o irriverente, entusiasta o asciutto.
  4. 4Se ti aiuta, scegli un archetipo come punto di partenza e scrivi perché i clienti lo riconoscerebbero.
  5. 5Decidi tu o Lei per ogni canale e scrivilo nella scheda.
  6. 6Compila la scheda: tre tratti con il loro confine, parole da usare ed evitare, regole su date e prezzi, gestione dei problemi, chiusura, firma.
  7. 7Riscrivi cinque testi esistenti con la scheda accanto e confronta prima e dopo con chi scrive con te.
  8. 8Dopo tre mesi rileggi cinque testi pubblicati e cambia le regole che nessuno riesce a seguire.

Gli errori che svuotano la scheda

  • !Usare lo stesso registro scherzoso ovunque, anche nelle risposte ai reclami e nei solleciti di pagamento.
  • !Copiare il tono di un grande marchio: suona finto appena il cliente ti parla al telefono o entra in negozio.
  • !Scrivere la scheda da soli in ufficio, senza chiedere a chi sta al banco o risponde al telefono come parla con i clienti.
  • !Riempire la scheda di divieti senza dire cosa scrivere al loro posto.
  • !Consegnarla a chi scrive per te senza esempi di testi veri: le regole da sole si interpretano in dieci modi.

Farla usare, e sapere cosa non può fare

Mettila dove si scrive: nella cartella condivisa, in cima al modello delle email, nelle istruzioni dell’assistente AI. Se affidi il blog a qualcuno, è il primo documento da consegnare.

Una prova semplice: togli firma e logo da un tuo testo e fallo leggere a un cliente di cui ti fidi. Se capisce che è vostro, il tono c’è. Se no, confronta il testo con la scheda: a volte è sbagliato il testo, a volte la regola.

La scheda non trasforma chi scrive in un bravo scrittore e non copre un servizio che non funziona: se i tempi saltano sempre, nessun tono lo rende accettabile. E non vale per tutto: contratti, informativa privacy e testi di garanzia devono essere prima di tutto chiari e completi.

Fonti

Guida aggiornata il 22 settembre 2026.

FAQ · 5 risposte

Domande frequenti

Non trovi la risposta?

Scrivici: ti rispondiamo per email.

Tono di voce e identità del marchio sono la stessa cosa?

No. L’identità comprende anche nome, logo, colori e promesse; il tono riguarda come scrivi e come parli. Puoi lavorare sul tono senza rifare il logo, e spesso conviene partire da lì: costa solo tempo e si vede in ogni email.

Il tono deve essere lo stesso su LinkedIn e su Instagram?

La personalità sì, il registro può cambiare: su LinkedIn il titolare spiega come lavora, su Instagram si mostra il laboratorio. Restano uguali le parole da evitare, il tu o il Lei deciso per i social e il modo di rispondere ai commenti critici.

Posso dare la scheda a ChatGPT o a un altro assistente AI?

Sì, ed è uno degli usi più pratici: incollala nelle istruzioni insieme a due o tre testi veri, dopo averne tolto nomi, telefoni e indirizzi dei clienti. Rileggi comunque tutto: capita che tornino proprio le frasi della riga «parole che evitiamo». Sui limiti degli assistenti c’è una sezione nella guida su come scrivere articoli in meno tempo.

Quanto tempo serve per scriverla?

Per una piccola azienda, a spanne, una mattina per raccogliere e segnare i testi e un paio d’ore per compilare la scheda. Il lavoro vero arriva nelle prime settimane d’uso, quando scopri le regole che mancano.

E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?

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