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Guida · GEO e intelligenza artificiale

Come creare il file llms.txt

Le documentazioni ufficiali aperte una per una, un modello riga per riga e il controllo gratuito dentro Chrome.
  • Livello intermedio
  • 9 passaggi
  • Gratis

Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo

In breve

llms.txt è un file di testo, proposto nel 2024 da Jeremy Howard, che elenca in markdown le pagine più utili del tuo sito per gli assistenti AI. Google ha scritto che la Ricerca lo ignora. Mezz'ora di lavoro, nessun danno, nessun effetto dimostrato.

  • un editor di testo (Blocco note, TextEdit in modalità testo)
  • l'FTP o il gestore file del tuo hosting
  • Lighthouse, dentro Chrome (F12, scheda Lighthouse)
  • i log del server o le statistiche del pannello di hosting
  • Livello intermedio

Il 15 giugno 2026 Google ha aggiunto una riga alla sua guida sulle funzioni AI della Ricerca: i file llms.txt si possono tenere, ma la Ricerca non li usa. Sei settimane prima, Chrome aveva messo il controllo di quello stesso file fra i test standard di Lighthouse. Due squadre della stessa azienda, due risposte.

Questa guida parte da lì. Cosa è il file, come si scrive, e chi lo legge davvero secondo le documentazioni ufficiali che abbiamo aperto una per una il 21 ottobre 2026. La conclusione non è entusiasta, però è controllabile.

Chi l'ha proposto, e com'è fatto

llms.txt è una proposta di Jeremy Howard, pubblicata il 3 settembre 2024 su llmstxt.org. Il ragionamento: la finestra di contesto di un modello resta troppo piccola per un sito intero, quindi conviene offrire un indice breve in markdown. Il testo si definisce «proposta», e non è passato da nessun organismo di standardizzazione.

Ad agosto 2026 la proposta è arrivata alla versione 2, scritta sull'esperienza di due anni. Tre cambiamenti: il file può stare in una sottocartella e valere per le pagine sotto di essa; si può segnalare con un <link rel='describedby'>; la versione markdown di una pagina può chiamarsi pagina.md.

Riga del fileObbligatoria?Cosa ci va
# NomeSì, è l'unica parte obbligatoriaIl nome dell'azienda o del progetto, con un cancelletto davanti e uno spazio.
> RiassuntoNo, ma mettilaUna o due righe: cosa fai, dove lavori, in che lingua, come ti si scrive. Comincia con il segno maggiore.
Testo liberoNoQualsiasi markdown tranne i titoli: due righe di contesto, le condizioni d'uso, la data dell'ultimo aggiornamento.
## SezioneNoUn titolo di secondo livello per gruppo di pagine, e sotto l'elenco: una riga per pagina.
## OptionalNoPer convenzione raccoglie i link secondari, che un agente con poco spazio può saltare.

Non è un file di permessi, e questo è l'equivoco più diffuso

Molti lo installano credendo di dire alle AI cosa possono e non possono usare. Non fa questo. I permessi, per quanto valgano, si scrivono nel robots.txt, che è uno standard IETF dal settembre 2022: RFC 9309. In llms.txt non c'è niente sui diritti d'uso.

E c'è il rovescio della medaglia: la stessa RFC 9309 precisa che le regole del robots.txt non sono una forma di autorizzazione all'accesso. Chi decide di non rispettarle passa comunque. Il blocco dei bot, con le righe esatte e le conseguenze, sta nella guida su come consentire o bloccare GPTBot.

Chi lo legge davvero: le documentazioni aperte il 21 ottobre 2026

ChiCosa dice la sua documentazione ufficiale
Ricerca GoogleNon serve crearlo, e tenerlo non aiuta né danneggia, perché la Ricerca lo ignora. Riga aggiunta il 15 giugno 2026, pagina rivista il 10 luglio.
Chrome, con LighthouseLa categoria «Agentic Browsing» controlla il file: introdotta nella versione 13.2.0 e attiva per impostazione predefinita dalla 13.3.0.
OpenAILa pagina dei suoi crawler, spostata su developers.openai.com, descrive quattro bot e non lo dà come regola per i siti. Rimanda però al proprio llms.txt come indice della documentazione, in una riga nascosta alla vista.
AnthropicLa pagina d'aiuto sui suoi crawler non lo nomina. La sua documentazione per sviluppatori, però, ne pubblica uno.
PerplexityLa guida ai suoi bot elenca due user-agent e non lo dà come regola per i siti. Un avviso «per gli agenti AI» rimanda però al proprio llms.txt, anche lì come indice della documentazione.
Microsoft, Apple, Meta, AmazonNessuna delle pagine ufficiali sui loro crawler che abbiamo aperto dà il file come regola per i siti. Il controllo che documentano è un altro: il robots.txt o un meta tag.

Poi ci sono i numeri. Ahrefs ha guardato il 15 giugno 2026 i log di 137.210 domini con traffico a maggio: il 28% pubblicava un llms.txt, e il 97% di quei file non è stato richiesto nemmeno una volta in tutto il mese.

Ahrefs dichiara tre limiti, e vanno detti: i suoi clienti sono più tecnici della media, quindi quell'adozione è un tetto; «scaricato» non vuol dire «letto»; e l'analisi riguarda solo i file con almeno una richiesta. Fra i bot AI che li scaricano, i primi sono GPTBot e Claude Code.

Un risultato però taglia corto a molte discussioni: sui domini senza llms.txt, le richieste dei bot AI a quell'indirizzo sono state zero. Nessuno va a cercarlo. Chi lo scarica lo trova perché passava già da quelle parti.

Vale anche l'osservazione pratica: il file più citato come esempio, quello della documentazione per sviluppatori di Anthropic, il 21 ottobre 2026 ha l'intestazione e centinaia di voci scritte come link markdown, ma non ha il riassunto fra i segni di citazione, che la proposta lascia facoltativo, e apre con righe di prosa dove gli indirizzi sono nudi.

Il controllo di Lighthouse, del resto, è più superficiale di quanto sembri. Sulla forma il suo codice ferma il file solo in tre casi: manca l'intestazione, non c'è nemmeno un link markdown, oppure il file è più corto di cinquanta caratteri. Il resto non lo giudica.

Se vuoi vedere un file fatto secondo la specifica, apri quello della documentazione di Cloudflare: titolo, riassunto fra i segni di citazione, sezioni, e ogni voce come link markdown con la nota dopo i due punti. È da lì che conviene copiare la forma.

Il file di un blog aziendale, riga per riga

Come si scrive, passo per passo

  1. 1Decidi se ti serve. Se il sito ha una ventina di pagine utili, il file è un indice ordinato che costa mezz'ora. Se ne ha centinaia, l'elenco invecchia prima di servire a qualcuno.
  2. 2Scegli le pagine: servizio, chi siamo, contatti e le cinque o sei pagine che rispondono alle domande che ti fanno davvero i clienti. Non l'archivio del blog.
  3. 3Apri un editor di testo semplice, non Word: Blocco note su Windows, TextEdit in modalità testo su Mac. Il file deve restare testo puro, in codifica UTF-8.
  4. 4Scrivi la prima riga con un cancelletto e il nome dell'azienda. Sotto, una riga di riassunto che comincia con il segno maggiore: cosa fai, dove, in che lingua.
  5. 5Aggiungi un titolo di secondo livello per ogni gruppo di pagine e, sotto, una riga per pagina: titolo, indirizzo completo, due punti e una nota di una riga.
  6. 6Salva come `llms.txt` e caricalo nella cartella principale del dominio, quella dove sta la home, con l'FTP o il gestore file dell'hosting.
  7. 7Aprilo dal browser all'indirizzo `/llms.txt`: deve comparire come testo nella pagina, non scaricarsi come allegato. Se si scarica, chiedi all'hosting di servirlo come `text/plain`.
  8. 8Segna in calendario una revisione ogni tre mesi e scrivi dentro il file la data dell'ultimo controllo, così chi lo legge sa quanto è vecchio.
  9. 9Dopo un mese guarda nei log del server chi ha chiesto `/llms.txt`. Se non l'ha chiesto nessuno, hai la risposta per il tuo sito.

Gli errori che rendono il file inutile o dannoso

  • !Presentarlo come obbligatorio o come uno standard. È la proposta di una persona, e la Ricerca Google ha scritto nero su bianco che non la usa.
  • !Scriverci dentro istruzioni tipo «non usare questi testi per l'addestramento». Non è un file di permessi: quelle righe non vincolano nessuno e danno una falsa sicurezza.
  • !Elencare tutto il blog e poi non toccare più il file. Dopo sei mesi è una lista di indirizzi che non esistono: peggio che non averlo.
  • !Copiare il file di un'altra azienda e lasciarci dentro il suo riassunto o i suoi indirizzi. Succede, e si vede al primo sguardo.
  • !Metterlo in una sottocartella e aspettarsi che valga per tutto il sito. La proposta dice che un file dentro `/docs/` copre solo le pagine sotto `/docs/`.

Come si controlla che sia a posto

Il controllo gratuito è dentro Chrome. Apri il tuo sito, premi F12, vai nella scheda Lighthouse, spunta la categoria «Agentic Browsing» e avvia l'analisi. Se quella categoria non c'è, il tuo Chrome è più vecchio della versione di Lighthouse che l'ha introdotta.

La seconda verifica la fai sui log del server, o nelle statistiche del pannello di hosting: cerca la riga /llms.txt e guarda quale user-agent l'ha chiesta. È l'unico modo di sapere cosa succede sul tuo sito, invece di fidarti di una media.

Terzo controllo, da fare a mano: apri tre indirizzi presi dal file. Se uno dei tre dà errore, il file è vecchio. È il motivo per cui conviene elencare poche pagine stabili e non l'intero archivio.

La conclusione onesta, e cosa facciamo noi

Costa poco, non fa danni, non ha effetti dimostrati su Google. Se il sito ha venti pagine che contano, il file è un indice ordinato: tienilo. Se ne ha duecento, il lavoro di manutenzione supera il beneficio che qualcuno è riuscito a misurare finora.

Sul nostro sito il file c'è, e lo genera il programma a ogni pubblicazione: elenca le pagine davvero online, i piani e le fonti dei dati, così non invecchia. Ai clienti aggiungiamo una riga per articolo dove la piattaforma lo permette. Il resto sta nel metodo editoriale.

Se l'obiettivo è essere nominati dagli assistenti, il file non è la leva: contano le pagine che rispondono a una domanda e le fonti esterne che ti citano. Quel discorso è in come farsi citare da ChatGPT e in contenuti citabili dalle AI.

Fonti

Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.

FAQ · 5 risposte

Domande frequenti

Non trovi la risposta?

Scrivici: ti rispondiamo per email.

Se pubblico llms.txt i miei articoli finiscono prima nelle risposte di ChatGPT?

Non c'è modo di dirlo dalla documentazione pubblica: OpenAI nomina il file solo come indice della propria documentazione, non come una regola per i siti. Nessuno può garantire una citazione, con il file o senza. Si sa che qualche richiesta a quell'indirizzo arriva da GPTBot, e che nessun bot lo cerca se non c'è.

Devo metterci dentro tutti gli articoli del blog?

No, e conviene non farlo. Il senso del file è dare un indice corto delle pagine che spiegano chi sei e cosa fai. Un elenco lungo diventa impossibile da tenere aggiornato, e un elenco con indirizzi morti è peggio di un file assente.

llms.txt e llms-full.txt sono la stessa cosa?

No, e la differenza è utile: la proposta ufficiale, nella versione di agosto 2026, non nomina nessun llms-full.txt. È una convenzione nata altrove, per raccogliere in un unico file il testo completo delle pagine. Se la usi, stai usando qualcosa che la specifica non descrive.

Sostituisce la sitemap XML?

No: fanno due lavori diversi. La sitemap elenca tutti gli indirizzi per i motori di ricerca, la generano i sistemi da soli e i motori la usano davvero. llms.txt è una selezione scritta a mano per gli assistenti. Se devi scegliere, parti dalla sitemap.

E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?

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