Guida · GEO e intelligenza artificiale
Come scrivere contenuti citabili dalle AI
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Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
Il testo delle tue pagine viene spezzato in pezzi e ripescato a pezzi, non letto in fila. Una pagina citabile è una pagina i cui paragrafi, letti da soli, restano veri e completi. Qui sotto la stessa informazione scritta male e scritta bene.
- editor di testo
- un documento vuoto per la prova del taglio
- foglio di calcolo per la scaletta delle domande
- Google Search Console
- Livello intermedio
Una pagina non viene letta come la leggi tu, dall’inizio alla fine. Viene divisa in pezzi, i pezzi vengono archiviati separatamente e, quando serve, ne viene ripescato qualcuno. Il modello scrive la risposta su quei pezzi. Se il tuo paragrafo da solo non dice niente, non può essere citato.
Spezzato e ripescato: come funziona davvero il recupero
Un numero preciso esiste, ma riguarda un’altra cosa. Nella guida alla ricerca sui file OpenAI descrive la ricerca sui documenti che carichi tu: lì ogni file viene spezzato in pezzi da 800 token, con 400 di sovrapposizione. Non è il modo in cui ChatGPT legge una pagina del web: quello OpenAI non lo documenta.
Quanto testo stia in 800 token dipende dalla lingua. In inglese sono quasi settecento parole, in italiano circa cinquecento: contate con il tokenizzatore o200k_base di OpenAI sulle pagine di questo sito il 23 ottobre 2026. In ogni caso è un pezzo di pagina, non la pagina.
La sovrapposizione serve perché un taglio può cadere in mezzo a un ragionamento. Il conto giusto lo fai sul tuo testo: la conversione in parole cambia con la lingua e con il modello.
Anthropic lo spiega con un esempio che si ricorda. In Contextual Retrieval prende un pezzo che recita, in sostanza, «il fatturato è cresciuto del 3% rispetto al trimestre precedente»: da solo non dice di quale azienda né di quale trimestre, quindi è difficile da ritrovare e da usare.
Nello stesso lavoro Anthropic misura quante volte il pezzo giusto non viene recuperato: dal 5,7% al 3,7% aggiungendo contesto ai pezzi, al 2,9% aggiungendo la ricerca per parole BM25, all’1,9% con il riordino finale. Tre interventi in fila, non uno. Sono dati sui loro sistemi, non su ChatGPT.
La conseguenza pratica è una sola, e cambia come scrivi: ogni paragrafo deve reggersi in piedi da solo. Nome della cosa, fatto, chi lo dice, quando. Non è scrivere per le macchine: è scrivere come si scrive una voce di manuale.
La stessa informazione, scritta male e scritta bene
Nota cosa non è cambiato: la lunghezza. Il secondo testo non è più lungo, è più povero di aggettivi e più ricco di fatti. La riscrittura non aggiunge lavoro, lo sposta dal riempire al decidere.
Otto scelte di scrittura e cosa cambiano nel pezzo staccato
| Come scrivi | Cosa succede quando quel pezzo viene letto da solo |
|---|---|
| Risposta nelle prime tre righe | Il pezzo che contiene la domanda contiene anche la risposta, non il preambolo |
| Un fatto per frase | Se il taglio cade in mezzo al paragrafo perdi una frase, non l’informazione |
| Nomi espliciti al posto dei pronomi | «Il ponteggio» si capisce da solo; «esso», «questo», «lo stesso» no |
| Numeri con la fonte nello stesso paragrafo | La cifra resta verificabile anche senza l’elenco delle fonti in fondo |
| Sottotitoli che sono domande o frasi intere | Il titolo del pezzo dice già di che cosa parla il pezzo |
| Tabelle invece di confronti raccontati a parole | Ogni riga è già una risposta completa su un caso solo |
| Data in chiaro con l’etichetta davanti | Chi legge sa se l’informazione è di quest’anno o di cinque anni fa |
| Unità di misura scritte per intero | «otto settimane» resta leggibile, «8 sett.» si perde nel taglio |
Cosa è misurato e cosa è buon senso editoriale
Qui va fatta una distinzione che molte guide evitano. Che il testo venga spezzato è documentato da chi costruisce i sistemi di recupero, ma sui propri prodotti: come ChatGPT tratti una pagina del web non è scritto da nessuna parte. Che una forma di scrittura aumenti le citazioni è stato misurato poche volte, in laboratorio.
L’unico lavoro accademico di riferimento è «GEO: Generative Engine Optimization», di Pranjal Aggarwal e altri cinque autori, accettato alla conferenza KDD del 2024. Chi l’ha fatto, con che metodo e con quali limiti è raccontato altrove, nella guida su cos’è la GEO. Qui interessa solo la parte sulla scrittura.
Nel testo del lavoro i tre interventi che hanno funzionato meglio sono aggiungere citazioni testuali, aggiungere statistiche e citare fonti credibili. Riempire la pagina di parole chiave è andato peggio del testo lasciato intatto. Le prove però girano su un motore costruito dagli autori: è un indizio, non un regolamento.
Dall’altra parte Google, nella documentazione sulle funzioni AI aggiornata al dicembre 2025, scrive che per comparire nelle sue risposte generate non servono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali: valgono le basi di sempre, e il contenuto importante va tenuto disponibile come testo.
Per chi scrive la conclusione è una sola. Non ci sono parole da aggiungere per farsi scegliere; c’è una forma del testo che resiste al taglio. Fatti, nomi, fonti e date non sono ottimizzazioni: sono ciò che rende un paragrafo leggibile da solo, anche da una persona arrivata da un indice.
La data e il nome di chi scrive, dentro la frase
Google chiede una data visibile e messa in evidenza, con un’etichetta chiara come «Pubblicato» o «Aggiornato», coerente con quella nel codice, e sconsiglia le date future e quelle degli eventi raccontati nella pagina. Nei dati strutturati i campi sono datePublished e dateModified.
Se la pagina ha troppe date sparse e viene scelta quella sbagliata, la stessa documentazione suggerisce di ridurre le altre date presenti. Come si scrivono quei campi senza toccare il codice sta in un’altra guida: dati strutturati per il blog. Qui restiamo sul testo che si vede.
L’autore è l’altra metà del lavoro. Un pezzo che dice «secondo Marco Rossi, titolare della falegnameria, il legno massello si muove di qualche millimetro» porta con sé chi lo afferma. «Secondo noi» non porta niente. Nome e ruolo vanno dentro la frase, non solo nella firma in fondo.
La procedura, paragrafo per paragrafo
- 1Scegli una domanda sola per pagina e scrivila nel titolo con le parole del cliente, non con quelle del tuo listino.
- 2Metti la risposta nelle prime tre righe, in forma affermativa: chi legge solo quel pezzo deve averla già letta.
- 3Rileggi ogni paragrafo come se fosse l’unico: dove trovi «questo», «lo», «come abbiamo visto», rimetti il nome della cosa.
- 4Accanto a ogni numero scrivi chi l’ha pubblicato e quando, nello stesso paragrafo, con il link alla fonte.
- 5Trasforma i confronti in una tabella: una riga per caso, una colonna per criterio, nessuna cella vuota.
- 6Scrivi i sottotitoli come domande vere o come frasi intere, mai come etichette di una parola sola.
- 7Pubblica la data in chiaro con l’etichetta davanti: «Pubblicato il…» oppure «Aggiornato il…».
- 8Fai la prova del taglio: copia tre paragrafi presi a caso in un documento vuoto e vedi se si capiscono senza il resto.
Gli errori che rendono la pagina inutilizzabile a pezzi
- !Aggiungere un blocco di domande e risposte in fondo e considerare la pagina pronta, con la risposta ancora sepolta sotto l’introduzione.
- !Ripetere la parola chiave per farsi notare: nell’unico studio che l’ha misurata è l’intervento che peggiora il risultato.
- !Scrivere cifre senza la fonte accanto: un pezzo estratto con un numero non verificabile vale meno di un pezzo senza numeri.
- !Usare pronomi e rimandi interni che perdono senso appena il paragrafo viene letto fuori dalla pagina.
- !Riempire la pagina di date diverse, così che non si capisca quale sia quella dell’articolo.
Dove finisce questa guida
Una citazione non la garantisce nessuna forma di scrittura, e non c’è modo di sapere perché un modello ha scelto una pagina al posto di un’altra. L’unica cosa sotto il tuo controllo è che un pezzo della tua pagina, letto da solo, dica una cosa vera e completa.
Come si costruisce un articolo dall’idea alla pubblicazione è un altro discorso: sta in come scrivere un articolo per il blog. Rendere il sito raggiungibile dai bot e farsi nominare da fonti terze sta in come farsi citare da ChatGPT.
Gli articoli dei nostri clienti li scriviamo con queste regole, e non è un segreto industriale: la prova del taglio la puoi fare stasera su una tua pagina, con un documento vuoto e dieci minuti di tempo.
Fonti
- Retrieval: ricerca sui file caricati (max_chunk_size_tokens, chunk_overlap_tokens), OpenAI (consultata il 23 ottobre 2026)
- Introducing Contextual Retrieval, Anthropic (consultata il 23 ottobre 2026)
- GEO: Generative Engine Optimization (arXiv:2311.09735), scheda del lavoro, arXiv (Aggarwal et al., KDD 2024) (consultata il 21 ottobre 2026)
- GEO: Generative Engine Optimization, testo completo con metodi e risultati, arXiv (Aggarwal et al., KDD 2024) (consultata il 21 ottobre 2026)
- AI features and your website, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Publication dates: linee guida sulle date degli articoli, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- tiktoken, il tokenizzatore BPE di OpenAI (codifica o200k_base), OpenAI (GitHub) (consultata il 23 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.
Devo riscrivere tutte le pagine del sito?
No, e sarebbe tempo buttato. Parti dalle pagine che rispondono a una domanda precisa di un cliente: servizi, tempi, costi, garanzie, problemi tipici. Le pagine che raccontano l’azienda non vengono ripescate per rispondere a una domanda, perché non rispondono a nessuna.
Mettere la risposta in cima non annoia chi legge tutta la pagina?
Succede il contrario. Chi è arrivato con una domanda precisa la vuole subito e poi decide se leggere il resto. Chi vuole il ragionamento lo trova sotto. È la struttura dei manuali e delle istruzioni: prima la risposta, poi le condizioni e le eccezioni.
Serve mettere il blocco delle domande frequenti in fondo?
Aiuta se le domande sono vere e le risposte complete in sé. Non aiuta se è un elenco aggiunto per riempire, con risposte che rimandano al corpo della pagina. Una domanda in fondo vale quanto un sottotitolo scritto come domanda nel punto giusto.
Come faccio a sapere se ha funzionato?
Separando due cose: se vieni citato e se ti arrivano visite. Sono misure diverse, con strumenti diversi, e nessuna delle due ti dice perché. Nel frattempo la prova del taglio ti dice almeno se la pagina è scritta in modo utilizzabile.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.