Guida · SEO
Come aggiungere i dati strutturati al blog
- Livello intermedio
- 8 passaggi
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Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
I dati strutturati sono una scheda tecnica per i motori, scritta in JSON-LD dentro la pagina. A un blog aziendale servono tre tipi: Article, BreadcrumbList e Organization. Su WordPress li mette un plugin, senza codice. FAQ e HowTo non danno più risultati avanzati.
- Test dei risultati avanzati di Google
- Strumento di convalida del markup schema di schema.org
- Google Search Console
- Yoast SEO
- Rank Math
- la galleria dei dati strutturati di Google
- Livello intermedio
In due frasi: i dati strutturati sono una scheda che alleghi alla pagina per dire ai motori che cosa sono quelle righe — questo è il titolo, questa la data, questa la persona che ha scritto. Si scrivono in JSON-LD, un blocco di codice che il lettore non vede.
Prima di partire, un confine. Questa non è la guida per scrivere pagine che le AI citano, che è contenuti citabili dalle AI. E sul legame tra markup e risposte generate Google è esplicito: per AI Overview e AI Mode non serve aggiungere dati strutturati speciali.
Quali tipi servono a un blog, e quali no
La galleria ufficiale di Google elenca venticinque tipi supportati, controllata il 21 ottobre 2026. A un blog aziendale ne riguardano tre. Gli altri parlano di ricette, eventi, prodotti, offerte di lavoro, film: se non hai quelle cose in pagina, non ti servono e non vanno aggiunte.
| Tipo | Cosa dichiara | Cosa si vede davvero | Per il tuo blog |
|---|---|---|---|
Article, BlogPosting | Titolo, immagine, data e autore del pezzo | Titolo, immagini e data possono comparire nella Ricerca; non ci sono proprietà obbligatorie | Sì, generato dal template |
BreadcrumbList | La posizione della pagina nella gerarchia del sito | La traccia del percorso, mostrata nei risultati su computer | Sì: è l'unico con un report in Search Console |
Organization | Nome, logo, indirizzo e profili dell'azienda | Il logo aiuta Google a scegliere quale logo mostrare nella Ricerca e nelle schede | Sì, ma su una pagina sola: home o «Chi siamo» |
Person dentro author | Chi ha scritto, con un link alla sua pagina | Niente di visibile, ma è la parte che manca più spesso | Sì, se la firma c'è anche in pagina |
FAQPage | Le domande e risposte della pagina | Niente: dal 7 maggio 2026 la funzionalità non appare più | No |
HowTo | I passaggi di una procedura | Niente: documentazione rimossa a settembre 2023 | No |
Review, AggregateRating | Recensioni e voti | Le stelline, dove Google le ammette | Solo se le recensioni sono davvero nella pagina |
FAQ e HowTo: le due date che cambiano il consiglio
È l'errore più diffuso nelle guide in circolazione, e ha una cronologia precisa. L'8 agosto 2023 Google annuncia che il risultato FAQ sarà mostrato solo per «siti governativi e sanitari noti e autorevoli», e che per tutti gli altri non comparirà più regolarmente.
Nello stesso post HowTo viene limitato al desktop. Poi, con l'aggiornamento del 14 settembre 2023, Google estende il taglio anche al desktop: dal 13 settembre non mostra più quel risultato, e lo dichiara deprecato.
La parte che quasi nessuno ha aggiornato è il 2026. Il changelog della documentazione riporta l'8 maggio 2026 l'avviso di deprecazione delle FAQ, «perché la funzionalità non apparirà più nella Ricerca Google a partire dal 7 maggio 2026», e il 15 giugno 2026 la rimozione della documentazione.
Quindi oggi FAQPage non ti porta nessun risultato avanzato, su nessun tipo di sito. Se nel tuo blog c'è già, toglierlo non è urgente: manca l'effetto, non la correttezza del codice.
Su WordPress, senza toccare il codice
WordPress da solo non pubblica dati strutturati. Li aggiunge un plugin SEO, e lo fa dal template: scrivi l'articolo come sempre, il markup si genera da sé. Due nomi coprono quasi tutto il parco italiano.
Yoast SEO dichiara oltre 10 milioni di installazioni attive, versione 28.7 del 13 ottobre 2026. Su ogni pagina emette `Organization`, `WebSite` e `WebPage`, aggiunge Article sui singoli post e collega i pezzi fra loro con la proprietà @id.
Rank Math parla di oltre 4 milioni di siti e, nella versione gratuita, di sedici tipi di schema scegliibili articolo per articolo. Più libertà, e anche più modi di sbagliare: fra quei tipi ci sono ancora FAQ e HowTo, con i loro blocchi per l'editor.
Ecco la trappola: il plugin te li offre, Google non li mostra più. Un elenco di tipi lungo non è un indice di qualità. Scegli il plugin che compila bene author e le date.
E se gli articoli non li scrive una persona? Google chiede l'autore che la pagina presenta, e in author.name solo il nome. Noi come lavoriamo lo scriviamo in trasparenza AI: la regola è che il markup dica la stessa cosa della firma visibile.
Un JSON-LD per un articolo, riga per riga
Come si verifica: due strumenti e un report
Il Test dei risultati avanzati di Google dice quali risultati avanzati la pagina può generare. Accetta un indirizzo oppure un pezzo di codice incollato, legge JSON-LD, RDFa e microdati, e copre solo i tipi che Google mostra.
Questo rende il suo silenzio ambiguo: un tipo che non compare può essere sbagliato, o semplicemente fuori dall'elenco di Google. Per la sintassi di qualunque tipo c'è lo Strumento di convalida del markup schema di schema.org, che è un mestiere diverso: controlla il codice, non la vetrina.
Una condizione da sapere: il test entra come visitatore anonimo e vuole tutte le risorse raggiungibili. Una pagina dietro password, o bloccata nel robots.txt, non si testa.
Poi c'è Search Console, dove i report stanno nella sezione Miglioramenti. Un report compare solo quando Google trova quel markup nella proprietà e quel tipo è un risultato avanzato supportato: niente markup, nessuna voce nel menu.
Il dettaglio che sorprende: nell'elenco dei report non c'è «Articoli», e non ci sono più FAQ né HowTo. Per un blog l'unica voce che si riempie è «Breadcrumb». Il resto si controlla col test, una pagina alla volta.
Come la sitemap, è lavoro che si fa una volta sul template e poi si dimentica: la parte vicina sta in sitemap del blog.
La regola che fa cadere tutto il resto
Una riga delle linee guida conta più di ogni consiglio: «Non eseguire il markup di contenuti non visibili ai lettori della pagina». E, nella stessa pagina, i dati strutturati devono essere una rappresentazione fedele dei contenuti.
Le conseguenze sono scritte nero su bianco. Un'azione manuale fa perdere alla pagina l'idoneità al risultato avanzato, e Google precisa che non incide sul ranking nella Ricerca. Lo stato si legge nel report Azioni manuali.
Sulla stessa pagina Google aggiunge che non garantisce la comparsa dei dati strutturati nei risultati, anche con il markup corretto. Nessuna guida può promettere altro, questa compresa.
In pratica: stelline senza recensioni in pagina, no. Un autore che nell'articolo non è firmato, no. Non è una questione di gusto: è la condizione perché il markup serva a qualcosa.
La procedura, dal plugin alla verifica
- 1Decidi i tipi prima di installare qualsiasi cosa: per un blog bastano `Article` sull'articolo, `BreadcrumbList` sul percorso e `Organization` su una pagina sola, la home o «Chi siamo».
- 2Installa un plugin SEO che generi lo schema dal template, come Yoast SEO o Rank Math. Non scrivere il JSON-LD a mano pezzo per pezzo: dopo trenta articoli te ne dimentichi metà.
- 3Compila nel plugin i campi che alimentano lo schema: nome dell'azienda, logo, autore dell'articolo e la pagina dell'autore. Lascia vuoto tutto ciò che nella pagina non si vede.
- 4Controlla la firma: in `author.name` va solo il nome della persona, senza editore, titoli di studio o «a cura di». Le altre informazioni hanno proprietà loro.
- 5Apri il Test dei risultati avanzati di Google sull'indirizzo dell'articolo e leggi quali tipi rileva. Se un tipo manca, o il markup ha un errore, o Google quel tipo non lo usa.
- 6Passa lo stesso codice nello Strumento di convalida del markup schema di schema.org: serve per i tipi che Google non testa, per esempio un `Organization` ricco di dettagli.
- 7Dopo una o due settimane apri Search Console, sezione Miglioramenti, e controlla il report Breadcrumb. Per gli articoli non esiste un report: lì il test resta l'unica verifica.
- 8Rifai la verifica ogni volta che cambi tema, plugin o pagina dell'autore: il markup lo scrive il template, e un template nuovo lo riscrive a modo suo.
Gli errori che vedo più spesso
- !Tenere o consigliare il markup FAQ aspettandosi le domande a tendina sotto il risultato: Google ha spento quella funzionalità il 7 maggio 2026 e a giugno ne ha rimosso la documentazione.
- !Usare i blocchi HowTo di un plugin per i tutorial: quel risultato avanzato non si vede più da settembre 2023, né su computer né su telefono.
- !Dichiarare nello schema voti, recensioni o autori che nella pagina non ci sono: è contro le linee guida di Google e può costare un'azione manuale.
- !Riempire `datePublished` e non toccare mai `dateModified`: il markup racconta un articolo diverso da quello che il lettore sta leggendo.
- !Aspettarsi che il markup sposti la posizione in classifica. Non la sposta, e nella documentazione di Google non c'è scritto da nessuna parte.
Un markup ordinato descrive bene solo un articolo già scritto bene: la parte che decide se il lettore resta sta in come scrivere un articolo per il blog.
Fonti
- Galleria delle funzionalità di ricerca con dati strutturati, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Dati strutturati di tipo Article (Articolo), Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Dati strutturati Breadcrumb (traccia di breadcrumb), Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Dati strutturati Organization (organizzazione), Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Linee guida generali sui dati strutturati, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Changes to HowTo and FAQ rich results (8 agosto 2023, aggiornato il 14 settembre 2023), Google Search Central Blog (consultata il 21 ottobre 2026)
- Latest Google Search documentation updates, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Funzionalità basate sull'AI e il tuo sito web, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Test dei risultati avanzati, documentazione, Guida di Google Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Test dei risultati avanzati, Google (consultata il 21 ottobre 2026)
- Schema Markup Validator, Schema.org (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sullo stato dei risultati avanzati, Guida di Google Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Yoast SEO, pagina del plugin, WordPress.org (consultata il 21 ottobre 2026)
- Rank Math SEO, pagina del plugin, WordPress.org (consultata il 21 ottobre 2026)
- Yoast SEO for WordPress: Schema output, Yoast Developer Portal (consultata il 21 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 21 ottobre 2026.
Se aggiungo i dati strutturati salgo nei risultati?
No. Le linee guida dicono che un'azione manuale sui dati strutturati non incide sul ranking, e che Google non assicura la comparsa delle funzionalità. Il markup cambia come la pagina può essere mostrata, non dove si trova.
Microdati o JSON-LD?
Il Test dei risultati avanzati accetta JSON-LD, RDFa e microdati, quindi tecnicamente vanno tutti. Per un blog scegli JSON-LD: è un blocco separato dal testo, lo genera il plugin e si legge senza frugare dentro l'HTML dell'articolo.
Devo mettere `Organization` su ogni articolo?
Google dice che basta la home page o una pagina che descrive l'azienda, tipo «Chi siamo», e che non è necessario includerlo in ogni pagina. I plugin però lo emettono su tutte: non è un errore, è solo codice ripetuto.
I dati strutturati aiutano a finire nelle risposte delle AI?
Non è dimostrato, e Google scrive il contrario: per AI Overview e AI Mode non sono previsti requisiti aggiuntivi né markup speciali. L'unica cosa che ripete è che i dati strutturati corrispondano al testo visibile sulla pagina.
Il mio tema ha già «i dati strutturati»: devo disattivare il plugin?
Prima guarda cosa produce, con il test, su un articolo vero. Se trovi due blocchi Article che si contraddicono, lascia attivo chi compila meglio autore e date e spegni l'altro nelle impostazioni. Due versioni della stessa verità sono peggio di una.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.