Guida · Misurazione
Come vedere le query di una pagina in Search Console
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In breve
In Search Console apri Rendimento, vai alla scheda Pagine, fai clic sulla riga del tuo articolo e torna alla scheda Query: vedrai le ricerche registrate per quell’indirizzo. L’elenco è incompleto per scelta di Google, e arriva con due o tre giorni di ritardo.
- Google Search Console
- Fogli Google o Excel
- l’esportazione collettiva in BigQuery, solo per i siti grandi
- Livello base
«Con quali parole mi trovano?» è una domanda che non ha una risposta completa, e non per colpa tua: Google mostra una parte delle ricerche, decisa da lui. Conviene saperlo prima di aprire il report, perché cambia come si legge la tabella: un campione dei casi frequenti, non l’inventario di tutto.
Quello che segue è ricostruito sulla documentazione di Search Console, consultata il 21 ottobre 2026. I nomi qui sono quelli che la guida ufficiale usa a quella data: l’interfaccia cambia, la logica molto meno.
Due modi di filtrare una pagina, e uno è più sicuro
Il filtro si aggiunge con + Aggiungi filtro, poi Pagine. Le opzioni che la guida elenca sono URL contenenti, URL non contenenti e Personalizzata (regex), e la corrispondenza non distingue maiuscole e minuscole. Nessuna di queste è «uguale a»: da qui nasce l’errore più comune.
La strada breve è un’altra. La stessa pagina dice che facendo clic su una riga della tabella i dati si filtrano su quella riga. Quindi: scheda Pagine, trova l’articolo, clic sulla riga, e poi torni su Query. Niente stringhe da scrivere, nessun indirizzo simile incluso per sbaglio.
Un dettaglio che spiega molte tabelle vuote: i clic sugli indirizzi duplicati vengono attribuiti all’URL canonico della pagina. Se filtri sull’indirizzo con i parametri di una newsletter, o su una versione non canonica, non trovi niente e pensi che la pagina non sia mai comparsa.
La procedura, scheda per scheda
- 1Apri Search Console, scegli la proprietà e, nel menu di sinistra, apri Rendimento, poi Risultati di ricerca.
- 2Porta l’intervallo di date su un periodo lungo, tre mesi o più: su un articolo recente una settimana non basta a far comparire righe.
- 3Vai alla scheda Pagine, cerca l’indirizzo dell’articolo e fai clic sulla sua riga: il filtro per pagina si applica da solo, su quell’indirizzo.
- 4Torna alla scheda Query. Ora l’elenco riguarda solo quella pagina, con clic, impressioni, CTR e posizione media.
- 5Ordina per impressioni, poi per clic. Le due classifiche non coincidono, e la differenza è dove c’è lavoro da fare.
- 6Apri il filtro della data, scegli Confronta, metti due periodi della stessa lunghezza: nella tabella compare la colonna Differenza.
- 7Esporta con l’icona di download, in Fogli Google, Excel o CSV. Tieni il file: fra tre mesi il confronto lo fai su questo.
- 8Riscrivi titolo e sottotitoli partendo dalle due o tre query con molte impressioni e pochi clic.
Cosa vedi, e cosa Google non ti mostra
Tre limiti, tutti dichiarati nella documentazione. Il primo sono le query anonimizzate: le ricerche fatte pochissime volte vengono omesse dalla tabella per proteggere la privacy, ma restano nei totali del grafico. Appena filtri per query, escono anche dai totali.
Il secondo è il limite di righe: la tabella mostra al massimo 1000 righe, e l’esportazione dall’interfaccia è troncata allo stesso numero, con righe scelte come esempi rappresentativi. Per il blog di una PMI spesso basta; per un catalogo grande no.
Il terzo è l’aggregazione. Il grafico resta sempre aggregato per proprietà, mentre la tabella si aggrega per pagina quando scegli la scheda Pagine. Con un filtro attivo, quindi, la somma delle righe non torna con il totale in alto.
La conseguenza pratica è una sola: non costruire percentuali precise su quei numeri. Google avverte che, con un filtro per pagina o per query, «corrisponde a» e «non corrisponde a» possono non sommarsi al totale senza filtro.
Un esempio con impressioni, clic e CTR
Confrontare due periodi senza farsi ingannare
Si fa dal filtro della data: lo apri, scegli Confronta, aggiungi i periodi, applichi. Nella tabella compare la colonna Differenza. Puoi tenere un solo confronto alla volta: quello nuovo sostituisce il precedente.
Due cautele dalla stessa pagina. La granularità settimanale o mensile riduce l’effetto del giorno della settimana, che su un blog aziendale è forte. E filtrare per query o per indirizzo può modificare i totali, per il troncamento e le query anonimizzate: confronta le righe, non i totali.
C’è anche un tetto: Search Console conserva 16 mesi di dati, quindi il confronto anno su anno riesce solo per i mesi che ci stanno dentro. Esportare ogni trimestre è il modo più semplice di tenersi uno storico più lungo.
E se il calo lo attribuisci alle risposte generate da Google? Il report sul rendimento non le separa. Esiste un report sul rendimento dell’AI generativa, disponibile per tutti i siti dal 31 agosto 2026, ma ha solo le impressioni e le schede Pagine, Paesi, Date e Dispositivi.
Tradotto: non puoi sapere quali ricerche hanno attivato una AI Overview sulla tua pagina, e nemmeno separare le AI Overview dall’AI Mode, perché il report elenca le due funzionalità insieme. Il ragionamento su impressioni stabili e clic in calo sta in impatto delle AI Overview.
Esportare, e quando l’interfaccia non basta
Il pulsante è l’icona di download in alto nel report, e i formati sono Fogli Google, Excel e CSV. Attenzione a una trappola del file: i valori mostrati come ~ o - diventano zeri nei dati scaricati, e uno zero finto sembra un dato vero.
Se le righe non bastano, le strade ufficiali sono due. L’API Search Analytics accetta fino a 25.000 righe per richiesta, con 1000 come valore predefinito, ma non si impegna a restituire tutte le righe: restituisce le prime per clic.
L’altra è l’esportazione collettiva verso BigQuery, che dà tutti i dati sul rendimento disponibili per la proprietà, tranne le query anonimizzate, escluse anche lì. Serve un progetto Google Cloud: per un blog da qualche decina di articoli è sproporzionata.
Cosa farne lunedì mattina
- Le query con molte impressioni e pochi clic diventano titolo e sottotitoli: la pagina compare già, manca la corrispondenza fra quello che promette e quello che si cerca.
- Le query che la pagina non copre diventano un paragrafo in più, non un articolo in più: sono la stessa intenzione, detta con altre parole.
- Una query che compare su due tue pagine è un segnale di sovrapposizione: decidi quale risponde, e dall’altra metti un link verso quella.
- Le query che non vuoi (lavorazioni che non fai, zone che non servi) dicono che il titolo promette un’altra cosa: cambia il titolo.
- Quello che non c’è lo trovi solo parlando con i clienti: il report non contiene le ricerche che nessuno ha ancora fatto.
Il punto quattro è quello che fa risparmiare più tempo. Una pagina trovata per le ricerche sbagliate non ha un problema di testo: ha un problema di titolo, e si corregge in dieci minuti.
Gli errori che rendono inutile la tabella
- !Filtrare con «URL contenenti» e una stringa corta: `/blog/prezzi` prende anche `/blog/prezzi-serramenti`. Meglio il clic sulla riga nella scheda Pagine.
- !Leggere la tabella come se fosse l’elenco completo. Google omette le ricerche rare e la tabella si ferma prima della fine: è un campione dei casi frequenti.
- !Confondere la posizione media con la posizione che vedi tu cercando: è una media sulle impressioni, e nella tabella è calcolata riga per riga.
- !Guardare i numeri di ieri e trarne conclusioni. I dati più recenti sono preliminari e cambiano nelle ore successive.
- !Cercare qui le ricerche che hanno attivato una risposta generata da Google: non ci sono, e il report dedicato non ha la scheda Query.
Il ritardo, e cosa comporta
I dati raccolti sono di norma disponibili entro due o tre giorni, e per un sito appena aggiunto la generazione può richiedere fino a una settimana. Le date sono etichettate con il fuso orario della California, non con il tuo.
Esiste una visualizzazione di 24 ore con granularità oraria, comoda subito dopo una pubblicazione: i punti più recenti sono preliminari e si riconoscono dalla linea tratteggiata. Per le query di una pagina, però, resta meglio un periodo lungo.
Se il collegamento con GA4 non c’è ancora, la procedura è in collegare Search Console a GA4: serve a vedere cosa fa chi arriva, non ad avere più query. Per trasformare queste righe in un calendario c’è come trovare argomenti per il blog.
Fonti
- Report sul rendimento (risultati di ricerca): panoramica e configurazione di base, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sul rendimento (risultati di ricerca): filtro e confronto avanzati, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sul rendimento (risultati di ricerca): dimensioni e raggruppamenti di dati, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sul rendimento (risultati di ricerca): risolvere le discrepanze nei dati, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Esportare i dati direttamente da un report di Search Console, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Informazioni sull’esportazione collettiva dei dati di Search Console in BigQuery, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sul rendimento dell’AI generativa (Ricerca), Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Informazioni sui dati di Search Console, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Search Analytics: query, Search Console API, Google for Developers (consultata il 21 ottobre 2026)
- Collegare Search Console a Google Analytics, Guida di Analytics (consultata il 21 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 21 ottobre 2026.
Perché la somma dei clic delle query è minore del totale della pagina?
Perché mancano le query anonimizzate e le righe oltre il limite della tabella. Google lo dice: le ricerche rare restano nei totali del grafico ma non fra le righe. Il totale in alto è quello buono; la tabella è un campione.
Posso vedere le query di un articolo pubblicato ieri?
Quasi certamente no. Servono due o tre giorni perché i dati siano disponibili, e una pagina nuova raccoglie poche impressioni: le righe compaiono quando le ricerche si ripetono. Guarda dopo un paio di settimane, su un periodo di tre mesi.
Posizione media 14 vuol dire che sono quattordicesimo?
Non proprio. È la media della posizione più alta occupata dal tuo sito nelle impressioni di quel periodo, calcolata riga per riga nella tabella. Alternare giorni in alto e giorni in fondo dà la stessa media di una posizione sempre uguale.
Le query di Search Console sono le parole chiave da mettere nell’articolo?
Sono le ricerche con cui ti hanno già trovato: utili per correggere una pagina che esiste, cieche su quello che non hai ancora scritto. Per gli argomenti nuovi servono altre fonti, a partire dalle domande che ti fanno i clienti al telefono.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
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