Guida · GEO e intelligenza artificiale
Come comparire nelle risposte di Gemini
- Livello intermedio
- 7 passaggi
- Gratis
Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
Con «Gemini» si indicano tre cose diverse: l'app, le risposte AI dentro la Ricerca di Google e i modelli usati in altri prodotti. Si entra in modi diversi, e il comando `Google-Extended` non le governa tutte.
- Google Search Console (strumento Controllo URL)
- il file robots.txt del sito
- l'app Gemini su gemini.google.com
- un foglio di calcolo per le tre domande
- Google Business Profile
- Livello intermedio
Il nome «Gemini» sta su tre cose diverse, e quasi ogni discussione che leggi ne mescola almeno due. Prima di cambiare una riga sul sito conviene sapere di quale si parla: i comandi che hai a disposizione non sono gli stessi, e uno dei tre casi non ne ha quasi nessuno.
Tre superfici, tre porte d'ingresso
| Di cosa parliamo | Dove la vede il tuo cliente | Da dove prende i contenuti del web | Cosa puoi controllare tu |
|---|---|---|---|
| L'app Gemini | gemini.google.com e l'app sul telefono | In parte dai risultati della Ricerca, quando la risposta è fondata su di essi | L'indicizzazione su Google e il token Google-Extended |
| AI Overviews e AI Mode | Dentro la Ricerca di Google | L'indice della Ricerca | robots.txt per Googlebot, nosnippet, max-snippet, data-nosnippet |
| I modelli Gemini in altri prodotti | Gemini in Chrome, assistenti costruiti da terzi sulle API | La pagina aperta in quel momento, oppure l'indice della Ricerca | Quasi nulla nel primo caso; Google-Extended sul secondo |
La prima riga ha una conferma ufficiale: nella nota privacy delle app Gemini, aggiornata il 19 ottobre 2026, Google scrive che alcune risposte di Gemini sono fondate sui risultati della Ricerca. Alcune, non tutte: quando non lo sono, il tuo sito non entra nella partita.
La terza riga è quella che nessuno nomina. La stessa nota dice che Gemini in Chrome raccoglie ed elabora il contenuto e l'indirizzo della scheda aperta. Se un tuo cliente apre la tua pagina e fa una domanda su quella, non è grounding: è la tua pagina letta in diretta, e nessun token la governa.
L'app è disponibile in italiano e in Italia, dentro un elenco di lingue e di più di duecentotrenta paesi e territori. Quindi un cliente che chiede «chi monta ganci di traino a Modena» ottiene una risposta: la domanda non è se succede, è cosa compare.
`Google-Extended`: cosa controlla, e cosa non controlla
Prima cosa da sapere: non è un crawler. La pagina di Google sui crawler dice che Google-Extended non ha una propria stringa user agent. La scansione la fanno i bot normali di Google; quel nome esiste solo come comando dentro il robots.txt.
Cosa governa, secondo la stessa pagina: l'uso dei contenuti per addestrare le generazioni future dei modelli Gemini, e il grounding, cioè il passaggio di contenuti dall'indice della Ricerca al modello nel momento del prompt, nelle app Gemini e su Vertex AI.
E cosa non governa, con le parole della stessa pagina: Google-Extended non incide sull'inclusione di un sito nella Ricerca di Google e non è un segnale di ranking. Tradotto: bloccarlo non ti toglie dalle AI Overviews. È il punto su cui si sbaglia più spesso, e cambia la decisione.
Lo conferma dall'altro lato la pagina di Google sulle funzionalità AI e il tuo sito, che lega Google-Extended all'addestramento e al grounding in altri sistemi, mentre per le AI Overviews rimanda ai comandi di sempre: robots.txt per Googlebot e i controlli sullo snippet.
La sintassi sono due righe nel robots.txt: User-agent: Google-Extended e poi Disallow: /. Prima di scriverle, guarda cosa compri e cosa paghi: meno probabilità che l'app usi le tue pagine per rispondere, e nessun effetto sul lato Ricerca.
Vale la pena ricordare una cosa che Google scrive nella sua introduzione al robots.txt: quel file gestisce il traffico dei crawler, non è il modo per tenere una pagina fuori da Google, e le sue istruzioni non possono imporre un comportamento a chi arriva.
Non esiste un invio, e non serve un file nuovo
Sulla pagina delle funzionalità AI Google scrive che non ci sono requisiti aggiuntivi per comparire nelle AI Overviews o in AI Mode, né ottimizzazioni speciali, e che non serve creare nuovi file leggibili dalle macchine o markup dedicati. La condizione è un'altra: la pagina deve essere indicizzata e poter mostrare uno snippet.
Per il grounding dell'app la condizione di partenza è la stessa, perché i contenuti arrivano dall'indice della Ricerca. Quindi la prima verifica non si fa su Gemini: si fa su Search Console. Nello strumento Controllo URL vedi se la pagina è indicizzata e, se non lo è, chiedi l'indicizzazione.
Nella stessa pagina di aiuto Google avverte che inviare la richiesta non garantisce l'ingresso nell'indice, che c'è un limite giornaliero alle richieste e che per molte pagine conviene la sitemap. Sui tempi dice: di solito un giorno o poco più, a volte molto di più.
Come si verifica cosa l'app risponde sul tuo nome
Si fa a mano, e va scritto, perché la risposta cambia da una volta all'altra. Apri l'app, fai la domanda con le parole di un cliente, e guarda se sotto la risposta compare il pulsante Fonti.
La pagina di aiuto sulle fonti dice che, quando ci sono, il pulsante Fonti sta in fondo alla risposta o dentro il testo, e apre un pannello laterale con i link. Dice anche che non tutte le risposte hanno link: se il pulsante manca, Gemini non ne ha dati per quella risposta.
Qui sta il limite della verifica, e va detto chiaro: senza il pannello non sai da dove viene la risposta. Un nome giusto senza fonti non prova che Gemini abbia letto il tuo sito; un nome sbagliato non prova che il tuo sito sia invisibile. L'unica riga affidabile del foglio è quella con i link.
I passi, in ordine di fatica
- 1Decidi di quale Gemini stai parlando prima di toccare qualcosa: l'app, le risposte AI dentro la Ricerca, o un modello dentro un altro prodotto. Il comando che ti serve dipende da questo.
- 2Apri Search Console, strumento Controllo URL, e verifica che le pagine che descrivono i tuoi servizi siano indicizzate. Dove non lo sono, chiedi l'indicizzazione e mettile nella sitemap.
- 3Leggi il tuo `robots.txt` e guarda se qualcuno ha già scritto una regola per `Google-Extended`. Se c'è e non sai chi l'ha messa, chiedi prima di toglierla: è una decisione, non un errore.
- 4Scrivi tre domande da cliente e salvale in un foglio: il nome dell'azienda, il servizio senza il nome, un dettaglio che solo il tuo sito spiega.
- 5Fai le tre domande nell'app Gemini e annota, per ognuna, la data, se compariva il pulsante Fonti e quali link mostrava il pannello.
- 6Correggi i dati sbagliati alla fonte: pagina del sito, scheda dell'attività, elenchi di settore. Dentro la conversazione con l'app non resta niente di permanente.
- 7Rifai le stesse tre domande dopo un trimestre, con le stesse parole, e confronta le righe del foglio. Una variazione su una sola interrogazione non significa nulla.
Gli errori che costano di più
- !Scrivere `Disallow` per `Google-Extended` convinti di uscire dalle AI Overviews: la pagina di Google dice che quel token non incide sull'inclusione nella Ricerca né sul ranking.
- !Copiare in produzione il `robots.txt` di un ambiente di prova, con il blocco su tutto, e scoprirlo mesi dopo quando le pagine sono già uscite dall'indice.
- !Credere a una risposta dell'app quando manca il pannello Fonti: può essere giusta e non venire dal tuo sito, oppure venire da una pagina di terzi che ti descrive male.
- !Cercare in Search Console un report dell'app Gemini. Non esiste: lì si guarda la Ricerca, e le funzionalità AI rientrano nel traffico complessivo.
- !Ripetere la stessa domanda cinque volte, vedere risposte diverse e concludere che è cambiato qualcosa sul sito.
Dove finisce questa guida
Tutto ciò che accade dentro la Ricerca ha due guide sue: come apparire nelle AI Overviews per la parte tecnica comune, e come apparire in AI Mode per la modalità conversazionale. Qui ci siamo fermati a ciò che è proprio dell'app e del token.
Per un'azienda locale, come mostra l'esempio qui sopra, la scheda Google e le risposte AI pesano più di qualsiasi riga di robots.txt. E se vuoi guardare come cambiano le risposte nel tempo invece di fare un sondaggio a campione, serve monitorare il brand nelle AI.
Una cosa che non si può sapere: Google non pubblica quanto del tuo sito finisca nel grounding dell'app, né un report che separi l'app dal resto. Nelle funzionalità AI scrive che AI Overviews e AI Mode rientrano nel traffico complessivo della Ricerca, tipo «Web». L'app non compare affatto.
Fonti
- Google crawlers and fetchers (user agents) — Google-Extended, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- AI features and your website, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Introduzione al file robots.txt, Google Search Central (consultata il 21 ottobre 2026)
- Gemini Apps Privacy Hub, Google (Gemini Apps Help) (consultata il 21 ottobre 2026)
- View related sources & double-check responses from Gemini Apps, Google (Gemini Apps Help) (consultata il 21 ottobre 2026)
- Where you can use the Gemini web app, Google (Gemini Apps Help) (consultata il 23 ottobre 2026)
- Strumento Controllo URL (URL Inspection tool), Google (Guida di Search Console) (consultata il 21 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.
Se blocco `Google-Extended` esco dalle AI Overviews?
No. La pagina di Google sui crawler dice che quel token non incide sull'inclusione nella Ricerca e non è un segnale di ranking. Quello che riduci è l'uso dei tuoi contenuti per addestrare i modelli futuri e per il grounding nelle app Gemini.
Serve pubblicare un file dedicato alle AI perché Gemini mi legga?
Google scrive che per comparire nelle sue funzionalità AI non serve creare nuovi file leggibili dalle macchine né markup dedicati. Puoi pubblicarne uno per altre ragioni, ma non è un requisito suo: la condizione resta l'indicizzazione della pagina.
Posso chiedere a Google di correggere quello che Gemini dice di me?
Nelle pagine di aiuto consultate il 21 ottobre 2026 non risulta un modulo per rettificare una risposta. La correzione passa dalle fonti pubbliche: il tuo sito, la scheda dell'attività, gli elenchi che ti citano. Se l'informazione sbagliata sta lì, va corretta lì.
Le fonti nel pannello sono quelle che Gemini ha usato?
Non necessariamente. La pagina di aiuto dice che a volte Gemini mostra fonti e contenuti correlati, e che non tutte le risposte hanno link. Il pannello è un indizio sul percorso della risposta, non il registro di quello che il modello ha letto.
E se preferisco che il blog lo scriva qualcun altro?
Con i nostri piani, da 50 € al mese + IVA, scriviamo noi gli articoli del blog: bozze con l’intelligenza artificiale e controlli automatici, poi la pubblicazione dove la piattaforma lo permette. Ti chiediamo un’ora di setup. Nessuno legge gli articoli prima che escano: se vuoi leggerli tu, al setup scegli l’approvazione. Social, newsletter e promozione non sono compresi.