Guida · GEO e intelligenza artificiale
Come apparire in Google AI Mode
- Livello intermedio
- 8 passaggi
- Gratis
Bozza scritta con l’intelligenza artificiale e controllata · come lavoriamo
In breve
AI Mode è la scheda conversazionale della Ricerca: scompone la tua domanda in sottoargomenti e li cerca insieme. Non esiste un'iscrizione. Conta essere indicizzato, restare incluso nelle funzionalità di AI generativa in Search Console e avere pagine che rispondono alle domande strette.
- Google Search Console
- AI Mode su google.com/ai
- lo strumento Controllo URL
- un foglio di calcolo
- Livello intermedio
AI Mode è arrivata in Italia e in italiano l'8 ottobre 2025: lo annunciò il blog italiano di Google. Una curiosità da redazione: in quel post il sommario dice 38 nuove lingue e il testo 36, mentre la versione internazionale scrive «più di 35».
Il 21 ottobre 2026 abbiamo riaperto la pagina di assistenza ufficiale: Italia è nell'elenco dei paesi, Italiano in quello delle lingue. Lo stesso elenco dice che il modello Gemini 3 Pro dentro AI Mode in Italia non c'è: funziona in inglese.
AI Mode non è un'AI Overview
Le AI Overviews compaiono da sole sopra i risultati, quando i sistemi di Google le ritengono utili. AI Mode è una scheda in cui entri tu e dentro cui continui a chiedere. La parte tecnica comune sta in come apparire nelle AI Overviews: qui non la rifacciamo.
| Cosa cambia | AI Overviews | AI Mode |
|---|---|---|
| Come ci arrivi | La trovi in cima ai risultati, se Google decide di mostrarla | La apri tu: la scheda nei risultati, google.com/ai, o la schermata iniziale dell'app Google |
| Come fai la domanda | Una ricerca alla volta | Una conversazione: aggiungi domande, incolli un URL, su Chrome anche le schede aperte |
| Cosa succede se l'AI non è sicura | Non compare | Al posto della risposta puoi ricevere i normali risultati web |
| Nei dati di Search Console | Report AI generativa, insieme ad AI Mode | Report AI generativa, insieme alle AI Overviews |
Query fan-out: una domanda, molte ricerche
Il meccanismo ha un nome ufficiale. AI Mode usa una tecnica di «query fan-out» che «scompone la domanda in sottoargomenti e li cerca simultaneamente in più fonti di dati», scrive Google, e poi riunisce i risultati.
L'esempio che segue è di Google, non nostro. Nella guida ufficiale per l'AI generativa la domanda «come sistemare un prato pieno di erbacce» produce ricerche come «migliori erbicidi per prati», «rimuovere le erbacce senza prodotti chimici» e «come prevenire le erbacce nel prato».
Da qui arriva la conclusione che quasi nessuno scrive: il fan-out premia una pagina che copre bene i pezzi di una decisione, non venti pagine sottili, una per variante. E non è una nostra opinione.
Cosa Google dice di non fare, mentre in giro si legge il contrario
Creare contenuti separati per ogni possibile variazione delle ricerche, comprese le query di fan-out, viola le norme sull'abuso di contenuti su larga scala se lo fai principalmente per manipolare i ranking di ricerca. La guida all'ottimizzazione per le funzioni AI aggiunge che un numero elevato di pagine non rende un sito più pertinente.
- Spezzettare il testo in blocchi non serve: i sistemi di Google capiscono più argomenti in una pagina e mostrano la parte pertinente.
- Riscrivere per l'AI non serve: i sistemi riconoscono i sinonimi, quindi non devi inseguire ogni variante di come la gente cerca.
- Nessun file nuovo e nessun markup speciale: la Ricerca non usa
llms.txtné uno schema dedicato. Sul file in sé c'è come creare il file llms.txt. - Cercare «menzioni» non autentiche sul web non è utile come sembra: ci sono sistemi che bloccano lo spam, e le funzionalità di AI dipendono da quelli.
- Nessuno strumento di terze parti legge i sistemi interni di Google: Google invita a diffidare di chi dichiara metriche «interne».
L'interruttore in Search Console che decide se puoi comparire
In Impostazioni → AI generativa nella Ricerca scegli se includere o escludere il sito dalle funzionalità di AI generativa: AI Overview, AI Mode e quelle del Feed personalizzato. Il valore predefinito di ogni proprietà è «includi». Dal 31 agosto 2026 il controllo c'è per tutti i siti del mondo.
Tre cose che la stessa pagina precisa, e che cambiano la decisione. L'esclusione è tutto o niente, non si fa pagina per pagina. Non è un segnale di ranking e non toglie il sito dal resto della Ricerca. E non riguarda l'addestramento: per quello esiste Google-Extended, che è un'altra scelta.
Vale anche al contrario, ed è la novità per chi legge guide vecchie: secondo la guida ufficiale, oltre ai requisiti tecnici «un sito deve essere incluso nelle funzionalità di AI generativa della Ricerca in Search Console» per essere idoneo. Una modifica fa effetto in uno o due giorni.
Cosa puoi misurare, e la cosa che non puoi
Dal 3 giugno 2026 Search Console ha un report dedicato all'AI generativa, annunciato sul blog di Search Central; dal 31 agosto 2026 ce l'hanno tutti i siti. Conta le impressioni: quante volte i link al tuo sito sono comparsi in quelle funzionalità.
Ed ecco il punto decisivo di questa guida, perché risponde alla domanda che tutti fanno. Il report tiene AI Overview e AI Mode nello stesso contenitore e non offre un filtro per dividerle: i dati di AI Mode, da soli, non sono isolabili. Verificato il 21 ottobre 2026.
Due conseguenze pratiche, poi ti lasciamo andare. Mancano clic, percentuale di clic, posizione media e query, quindi da lì non ricavi quante visite ti ha portato. E il report conta i link al tuo sito: se hai una sede, la scheda dell'attività è un'altra storia.
Cosa farne di quelle impressioni, e come si legge un calo dei clic senza raccontarsi favole, sta in impatto delle AI Overviews. Per la scheda dell'attività, invece: scheda Google e risposte AI.
La procedura, in ordine
- 1Apri Search Console, vai in Impostazioni → AI generativa nella Ricerca e controlla di essere su «Includi i link e i contenuti del mio sito»: è il valore predefinito, ma qualcuno può averlo cambiato.
- 2Con lo strumento Controllo URL verifica che la pagina sia indicizzata. Senza indicizzazione e senza snippet non c'è comparsa in nessuna funzionalità di AI.
- 3Scrivi la domanda vera di un tuo cliente in AI Mode, su google.com/ai, e annota i sottoargomenti che la risposta tocca: sono le tue sotto-domande.
- 4Confronta quei sottoargomenti con le pagine che hai già: segna quali sono coperte, quali appena sfiorate, quali assenti.
- 5Copri le assenti dentro una pagina sola, con una sezione e un titolo per ciascuna. Non fare una pagina per ogni variante della domanda.
- 6Metti nel testo i fatti che un cliente chiede: zona servita, tempi, cosa è incluso e cosa no, prezzi con l'IVA, data dell'ultimo aggiornamento.
- 7Dopo tre o quattro settimane apri il report sul rendimento dell'AI generativa e guarda su quali pagine sono arrivate le impressioni.
- 8Rifai la stessa domanda in AI Mode a una settimana di distanza e annota le differenze su un foglio di calcolo: una prova sola non dice niente.
Gli errori che fanno perdere tempo
- !Trattare AI Mode come un'AI Overview e rifare due volte lo stesso lavoro: è un'altra superficie, con un'altra interazione.
- !Costruire una pagina per ogni variante della domanda: Google la chiama abuso di contenuti su larga scala e la considera una pratica illecita.
- !Cercare in Search Console un filtro che isoli AI Mode: non esiste, le due funzionalità stanno nello stesso contenitore.
- !Escludere il sito dalle funzionalità di AI generativa credendo di fermare l'addestramento dei modelli: sono due controlli diversi.
- !Giudicare da una prova sola: la risposta cambia da una sessione all'altra e Google avverte che non è sempre precisa.
Finita la parte tecnica resta il lavoro lungo: scrivere le pagine che rispondono a quelle domande, una per decisione del cliente. È quello che facciamo per i clienti. Comparire in AI Mode non lo può garantire nessuno, Google compresa: la sua documentazione dice che indicizzazione e pubblicazione non sono assicurate.
Fonti
- AI Mode arriva anche in Italia!, Blog di Google Italia (consultata il 21 ottobre 2026)
- AI Mode expands to more languages and locations, The Keyword, Google (consultata il 21 ottobre 2026)
- Ricevi risposte basate sull'AI con AI Mode nella Ricerca Google, Guida di Ricerca Google (consultata il 21 ottobre 2026)
- Ottimizza il tuo sito web per le funzionalità di AI generativa nella Ricerca Google, Google Search Central (consultata il 23 ottobre 2026)
- Norme relative allo spam per la Ricerca web di Google, Google Search Central (consultata il 23 ottobre 2026)
- Controllo dell'AI generativa nella Ricerca, Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
- Introducing Search Generative AI performance reports in Search Console, Google Search Central Blog (consultata il 21 ottobre 2026)
- Report sul rendimento dell'AI generativa (Ricerca), Guida di Search Console (consultata il 21 ottobre 2026)
Guida aggiornata il 23 ottobre 2026.
AI Mode si attiva da sola?
No: la scegli tu. La scheda nei risultati, l'indirizzo google.com/ai, oppure AI Mode nella schermata iniziale dell'app Google. Le AI Overviews invece compaiono sopra i risultati senza che tu faccia nulla. Sono due esperienze diverse e non si aprono allo stesso modo.
Quante visite mi arrivano da AI Mode?
Non si sa. Il report sull'AI generativa non ha i clic, solo impressioni. I clic sui link di una risposta finiscono nel report sul rendimento normale, nel tipo di ricerca Web, mescolati a tutto il resto. Isolare le visite di AI Mode oggi non si può.
Se escludo il sito dalle funzionalità di AI generativa perdo posizioni?
Google scrive che il controllo non è usato come segnale di ranking o inclusione e non influisce su altre parti della Ricerca. Perdi impressioni e traffico da quelle funzionalità, e la scelta fa effetto in uno o due giorni.
Devo scrivere in modo diverso per AI Mode?
Secondo la guida ufficiale no: i sistemi riconoscono i sinonimi e non serve riscrivere per l'AI. Quello che conta è dire qualcosa che non si trovi già scritto dieci volte altrove, con un punto di vista tuo, e organizzarlo in sezioni che si leggono.
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